mercoledì, 19 ottobre 2005
        Non voglio più chiedere scusa         
se sulla testa porto questa specie di medusa
o foresta                      
non è soltanto un segno          
di protesta                     
ma è un rifugio per gli insetti      
un nido per gli uccelli           
che si amano tranquilli fra i miei pensieri
e il cielo                        

Ieri notte il paese era più triste che mai: nessuno, strade deserte, parcheggi vuoti, solo tre derelitti ( tra cui io) che giravano su di una punto ammaccata. Una pattuglia dei carabinieri a fare la ronda al niente. Ci salutano, ormai siamo amici di sventura, per tutte le volte che la nostra noia gratuita si scontra con la loro. Ricordo di quando avevo i capelli lunghi, persino loro mi apostrofavano, tirando la testa fuori dal finestrino e dicendomi: "Lucio Battisti" oppure  "Branduardi, Branduardi". Chissà perchè poi...beffa ulteriore di una cultura che associa il capello lungo al carattere artistico, alla musica, a Caparezza (fortuna mia che dei cugini di campagna non si ha tanto il ricordo), senza sapere che i miei ricci erano una parte di me. Vedermi allo specchio, osservarsi e non riconoscersi: ora sono diverso, più uniforme al mondo, posso essere più carino (forse?!?)  e meno zecca per altri, posso psicologicamente arbitrare una partita di pallacanestro senza essere associato a ruud gullit.... piccole discriminazioni che hanno intaccato il mio spirito libero e mi hanno spinto dopo 6 anni a radere tutto, ad eliminare "i fratton",  ad essere una pagina senza quadretti, un profumo senza bottiglia, una porta chiusa senza la maniglia, senza i  miei gioielli.... caro Niccolò, capisco solo ora in questa riflessione postuma (oramai posso solo aspettare che ricrescano) , quanta ragione avevi!

postato da: bafs alle ore 11:00 | Permalink | commenti (13)
categoria:riccio, capriccio