domenica, 02 marzo 2008


Un post per ogni mese dell'anno... bella media! Purtroppo, da quando lavoro con i computer, non mi va più di divertirmi con i Pc. Anzi, il tempo libero si è ristretto moltissimo anche perchè, in concomitanza, ho iniziato un tirocinio obbligatorio della mia Facoltà.
Sempre in partenza, mai un giorno fermo. E' una vita che mi sembra di rinascere ogni giorno senza mai morire. Anche quando ho l'impression di essere arrivato ad un livello importante  di preparazione in qualcosa ecco qui che improvvisamente mi crolla tutto. E devo ricostruire, il mio nuovo mondo, per poi distruggerlo e così via....  e con l'impressione di non aver mai concluso un cazzo di utile.
Per queste viste le tante novità che mi sono successe avevo pensato di chiudere questo blog ma credo che in fondo le uniche cose che mi restano sono proprio queste pagine virtuali, gli amici sinceri che ho conosciuto in rete.
Gli amici di qua, quelli che solitamente si definiscono "gli amici da una vita", leggendo questo blog mi dicono che  c'è una grande differenza tra il mio modo di scrivere e di parlare. Una differenza immensa: mentre nel reale per la maggior parte non capiscono ciò che dico o quello che esprimo, riescono a decodificare i miei pensieri solo tramite il web. Io invece mi sento sempre più solo. Non respiro più un'aria buona di lealtà come un tempo. In questo paese
mi manca sempre più quel feeling umano che sento invece  avere con gli utenti virtuali di internet. Anzi è raro che trovi qualche compaesano  che nutra  i miei stessi interessi.  C'è spesso invidia e competizione, non si coopera mai. "Se ti faccio un favore me ne devi fare uno a me" è questa la legge che qui vige
Se nella mia nazione di Nation States (cercate THE NOMADIC PEOPLE of BAFFENDA) ho i diritti civili "SUPERBI"  ci sarà un motivo... e mi sarebbe piaciuto costruire un qualcosa di simile anche qui ma non si possono edificare castelli sul niente.
Spesso le discussioni che intraprendo finiscono ad urla ed insulti ma, è più forte di me, non riesco a tollerare le persone che non rispettano le altre persone. Amo essere schietto, senza mai compromessi, dico le cose in faccia e degenero il dibattito in offese e volgarità
E poi cosa ci posso fare  se in questo paese non si può dire  che gli unici politici che fanno qualcosa per chi  li ha eletti, sono Vendola e Crocetta. Per associazione verrei definito,  omosessuale. Non vedo niente di male nell'omosessualità  ma ho una ragazza splendida e non ho mai avuto rapporti bisex.
E gli argomenti sono sempre gli stessi. Se  si parla di immigrazione io sono quello che difende i migranti e quindi lo Zingaro o il tunisino visto la mia pelle olivastra. Se mi schiero contro la guerra mi rispondono che se non era per gli americani oggi qui noi non ci saremmo
E poi quei risolini di derisione,  i discorsi sinceri di quando si era bambini sono andati a farsi friggere, si pretende di moderare i discorsi per non  offendere la sensibilità degli altri. Però dietro si ascoltano un sacco di cappotti, quelli pesanti , quelli verbali che fanno male perchè non si vorrebbero sentire udire dagli amici. Perchè le cose che fanno male agli altri si pensano e non si dicono.
Mi scuso se ora pongo lo stesso tipo di discorso che sento in televisione dai vari politici ma sinceramente, se oggi dovessi far crescere mio figlio in questo paese, in questa nazione nella quale tutti ci identifichiamo come Italia, mi opporrei... emigrei.. anzi lo concepirei altrove. Non mi andrebbe che un giorno
a voce grossa mi vedesse  insultare, sicuramente sotto l'influsso di sostanze alcooliche,  i suoi amici o chi si voglia.
Perchè io sono una persona tollerante, libero nei miei pensieri ma  al quale nessuno deve dire ciò  che si può fare. E' il mio difetto... e me ne vanto.
Il blog non lo chiudo e il mio negozio di Pc sarà il mio nuovo Stato, la mia nazione privata. E per questo bellissimo paese di merda, beh,  non ci girerò più di tanto.
Salamalek cari (?) amici

 
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venerdì, 01 febbraio 2008


Non ho molto da dire. Se la sera poi mi sbronzo un poco mi si svuota la testa dai pensieri.
Ho finito l'album delle figurine del manifesto. Gli amici di famiglia o almeno così li chiamano, Loro.
Sinceramente in molti di queste icone vedo delle figure che hanno dato qualcosa più per gli altri che per loro stessi; forse perchè vedevano nel mondo una grande famiglia, aldilà che fossero Compagni o Camerati.
C'è il comandante Nuto che sperava in una gioventù libera dall'ignoranza. Illuso...
Nel quadruccio Frida e Trotskji sono vicini perchè  potessero coronare i propri sogni d'amore. Illusi...
E la scarpa di Kruscev, chi la può dimenticare. E il presidente Pertini? Egli si che era un grande capo.....e per non dimenticarci il povero Sankara che mangiava il riso in bianco  per rispetto al  popolo che l'aveva eletto che soffriva la fame. Ucciso dal suo migliore amico, illuso.
Pensavo di aver creato il quadrodegli illusi, poi ho messo Lenin, il Che o Fidel: quand'ero adolescente credevo che i loro ideali fossero più giusti dei miei.Credevo che loro avessero dato un esempio da seguire per tutti, per chi a 15 anni disegnava croci celtiche sui diari delle compagne di banco così per gioco, per farsi notare.
Pensavo avessero più ragione di me: solo ora mi chiedo come potevo dar ragione a chi ottiene il potere con la violenza, con la morte. privando la libertà dell'opposizione politica.
Chi può dire ad una persona che ha delle Idee migliori degli altri? Chi può avere questa certezza?
Perchè è più vivo il ricordo di questi rispetto al pensiero di Berlinguer, di don Milani, di Gandhi?
A queste domande non trovo risposta... saranno i postumi della sbronza di ieri, sarà che come tutti gli ex-comunisti resto e sopravvivo come illuso.
Sono tornato, da ora sarò molto più presente visto che lavoro con i computer. Un abbraccio equo e solidale per tutti....
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lunedì, 24 dicembre 2007


Il mondo coi baffi non era chiuso.... non ero nemmeno in un periodo di riflessione.
Più semplicemente il sig. Telecom tramite la signorina ALice mi han tenuto senza connessione per oltre un mese ed ho avuto l'opportunità di collegarmi solo dal posto dove lavoro.
Eh si, ora lavoro come tecnico informatico; invece di aiutare mio padre e continuare la tradizione di famiglia(sono pur sempre l'ultimo discendente di una  nobil stirpe di meccanici ed autoriparatori) ho iniziato a dare una mano a quel lazzarone di mio fratello, più grosso di me ma notevolmente più brutto e malefatto.
Nonostante il Felice (mio fratello, appunto) rappresentasse uno dei talenti più puri e cristallini che l'ingegneria informatica abbia mai visto, è talmente tanto brutto che spaventa a morte i clienti e li fa scappare via. Ora, grazie a dio, è tutto a posto...
Per il resto non va un granchè bene. Sto diventando di una pigrizia immisurabile. Nel tempo libero  se non andavo a correre un'ora al giorno stavo male,  se non si divorava libri si tormentava il cervello, se non nuotava per un 300 vasche settimanali non si sarebbe lavato per mesi. La causa è di Alatri, dove vivo.
Purtroppo la mia realtà cittadina è peggiorata. In questo paese non si sta male ma, ciò che è peggio, non si sta nemmeno bene. Se stavo male almeno m'impegnavo per migliorare la mia situazione e cercavo qualcosa da fare. Qui, invece non vivendo una situazione di disagio, continuo a non fare niente. La sera si esce, una birra o un bicchiere di vino, a volte tutti e due,  ed il tempo scorre come quasi se i minuti si potessero rappresentare con un bicchiere vuoto o una grappa.
Senza nessuna prospettiva, possibilità di carriera, niente di niente. Forse alla nascita mi avranno trapiantato un chip del lavoro imponendomi con voce grossa: "Tu devi fare quello che faceva tuo padre... sennò vai in cantiere e vai a fare il manovale... oppure cerca una raccomandazione per entrare in qualche fabbrica."
Eh si, oggi occorre anche la raccomandazione per trasformarsi in un numero affinche se scoppia un incendio mortale, si potrà sempre fare l'addizione  con le cifre della propria matricola.
Ma ad un giovane (ora forse non più) che ha vissuto sulla pelle tre riforme universitarie, che ha dovuto affrontare prima la noia di un corso annuale, dopo l'inefficienza di un corso semestrale ed infine lo stress di 39 esami trimestrali, che fiducia può avere in questo mondo.
Sono un illuso, non credo più a niente, ho qualche briciola di fiducia in me stesso  quando vedo la mia ragazza. Anche se è poco penso che non avrei mai voluto diventare un tecnico informatico. Sono diventato un musicista ma non ci voglio lavorare con la musica, sono diventato un fotografo e non voglio guadagnare con la fotografia. Volevo studiare e leggermi tutti i libri del mondo invece ogni volta che incappo in un testo universitario mi vien l'orticaria.
Non so, ho diecimila domande per la testa e mai che riesca trovare una soluzione.
Il mio blog è l'unica possibilità che ho. Risolvetemi.....
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mercoledì, 26 settembre 2007



Volevo chiamare questa foto con il titolo di una canzone interpretata da Billie Holiday che mi piace tanto, Body and soul. Purtroppo non è stato così semplice, troppi ricordi negativi, troppi...
La vacanza non è per un fotoamatore...o almeno, il fotoamatore non è per una vacanza con gli amici.. o meglio, o si va in vacanza con altri fotoamatori oppure sarebbe meglio lasciare la macchinetta a casa.
Perchè ti ossessionano; forse perchè hai una fotocamera più buona degli altri, forse perchè c'hai qualche rudimento di fotografia che loro non hanno; ti comandano, ti ordinano di scattare a qualsiasi cosa che si muove, ti intimano di fermare ogni piccolo frammento di vita che ti passa davanti, ad ogni centesimo di secondo, a volte si hanno riflessi così rapidi che occorrono i millesimi....e poi, quando so' pronte 'ste foto, ammazza che sei lento, tutti le hanno portate solo tu no.
In quei momenti mi dicevano:
"Baffaccio, mi scatti una foto mentre nuoto?"
"Baffino, mi immortali il capitello?"
"Baffetto, ti piacciono le nostre coreografie? Ce ne abbiamo tantissime!"
"Baffuccio, mi fai un servizio fotografico dove esco bene?"
Ed in un momento di pausa dove tutto era silente, l'incanto del mare di Trani fece una magia e per un attimo, per un solo attimo, tolsi le vesti del cacciatore di ricordi e ritornai il modesto, misero, inutile, ma pur sempre passionale, fotoamatore dilettante che ha il solo diletto in quei momenti unici raramente immortalati....

...Perchè, nemmeno un secondo dopo, era tornato tutto come prima...


 
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lunedì, 04 giugno 2007
Questo racconto prende spunto da un ragionamento mentre solitario tornavo stanotte a casa.

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Sono gli amori insensati a dare un senso alla vita - questa frase, reminiscenza di una trasmissione radiofonica, si ripeteva in  lui continuamente e lo portava a distrarsi dal solito film melenso che non voleva finire.

Ad un certo punto come sempre la sua compagna si distese sul divano e, consapevole della propria sensualità in quel momento, aspettò che l'uomo le si coricasse vicino.
Un nuvo bacio si susseguì ad un altro ma  della novità non aveva nulla: era della stessa consistenza dei baci scambiati ieri,  che a loro volta avevano il sapore di tutti gli altri baci di sempre, quel gusto consuetudinario e prevedibile della ripetività.
Si fermarono  ma, lui, cocciuto, le bloccò il braccio sui cuscini. Fregandosene del rispetto comune volle continuare perchè un uomo vero non può certo fermarsi dinanzi ad una indecisione, bisogna tirare dritto senza badare al contesto.
E poi, chi non è politico dentro, oggi? Tutti noi abbiamo vinto dieci, cento, mille battaglie anche senza mai confrontarsi col mondo. Si apre un giornale e ci si schiera da una parte senza chiedersi il perchè di una cosa.  C'è chi è favorevole alla castrazione chimica, al divorzio,  al matrimonio e poi senza coerenza è il primo ad essere violento, inerme, divorziato.
Tornando alla mia storia, successe che la compagna volle reggere il gioco. Compiaciuta da tanto impeto provò ad opporsi, finse di divoncalarsi, finse di fingere.
Durò un respiro, quando i polmoni si riempirono nuovamente  lui si accorse chi  comanda in determinati momenti: come un guscio vuoto, sarebbe bastato un soffio per farlo volare via o cadere. Come una corda di violino, a lei un pizzico l'avrebbe fatta suonare per ore.
Un atteso sorriso spuntò sul dolce volto di lei e l'imbarazzo svanì. Mentre si rivestivano le  venne il pensiero delle faccende da sbrigare l'indomani, sentenziò per circostanza una frase senza senso alla quale lui rispose con un'espressione ancor più basita di assenso.
Forse domani lui leggerà su di un giornale di uno stupro o di una guerra e con forza li condannerà; oppure lei maldicerà una donna che senza ragione sociale ha abbandonato il suo marito. Cattivi e cinici lo si è tutti, dall'accusato all'accusatore, non cambia il modo di pensare, si è tutti uguali, lo si voglia o no.
E quando in quel giorno lontano arriveranno da chissà quale pianeta migliaia di extraterrestri per sottometterci,  solo quando troveremo un nemico comune su cui scagliarci saremo uniti e compatti in una cosa sola.
Ne son convinto, siam fatti male, siamo umani, conosciamoci...
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mercoledì, 30 maggio 2007
Ho appena visto un film, un BEL film (cosa rara di questi tempi) con una grande fotografia e sceneggiatura,
Angel-A di Luc Besson parla di un processo di purificazione, di come un uomo sull'orlo del baratro e del suicidio, incontra il suo angelo (alto pressapoco  due metri)  e... beh, non avrebbe senso dire altro, non anticipo nulla, ma ammetto che qualche lacrimuccia mi è uscita.
Come al solito mi sono immedesimato nel protagonista: in quanto essere vivente ho l'ambizione di rappresentare il centro dell'universo, il perno su cui tutto gira e sul quale sono centrati la maggior parte dei processi cognitivi, come si dice da queste parti: "W me che so lo re".
Ad Andrè (l'attore) tra l'altro gli somiglio moltissmo, ho gli stessi  capelli, la barba e  la pelle olivastra come lui, i lineamenti vagamente magrebin, è stato facile calarmi nel personaggio.
Ed anch'io in passato ho avuto la fortuna di incontrare un angelo il quale mi ha aperto gli occhi sul mondo e mi ha fatto diventare libero d atanti condizionamenti, da insicuro e pieno di dubbi che ero... e quell'essere sovrannaturale, non l'ho fatto più volare via,  mi ci sono aggrappato ed è ancora qui con me.
L'amore, l'immortalità, una splendida Rie Rasmussen:  come il proprio angelo una visione da non perdere.
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martedì, 29 maggio 2007
Osservando le chiavi di ricerca per unmondocoibaffi che Shiny Stats gentilmente mi offre, mi lusinga che persone capitino nel mio blog perchè ricercano frasi come "musicisti con l'orecchio assoluo" o blog dell'autoriparatore", anche se mi chiedo come possano sapere delle mie "mutande sporche"
Di Certo non vorrei essere in coloro che vorrebbero avere la figa per un giorno" o "figa della mulo" o "ancora scopare come un somaro".
Per carità, questo è un blog aperto a tutti, al massimo si possono fare dei "video spinti fatti in casa"


"il cemento è impermeabile?"
"scopata"
"tasso d'immigrazione" alatri
a one tessile in bangladesh
alatri san sisto lotteria
albino barzellette alatri
albino il ciociaro
alda deusanio
annibale un uomo eccezionale
anteprima la donna lupo
arpino woodstock
avere la figa per un giorno
baffi rasati
blog autoriparatore
bukowski e "i miei gatti"
canzone + andale andale
canzoni brindisi testo bevilo bevilo bevilo
carducci & ciociaria
casa famiglia peter pan di cassino
come scopare più lungo
come trovare canali del camfrog video chat
commento di inno a satana di carducci
dialetto alatrese
dove fare corsi yoga a guidonia
ernici
figa della mula
gotico dark
guarcino verdi
i baffi più lunghi del mondo
iene musica paese
il baffo più lungo del mondo
il ritratto gogol "racconto"
immagine campo pallacanestro cementificato

impalmatore
impalmatore significato
l'uomo con i piedi più lunghi del mondo
la domenica di un single
lettera di un maestro agli alunni
lotteria san sisto alatri
mano manovale+canzone
mitos de la cultura mechica
mondo baffi
muro di alatri
musicisti che avevano"orecchio assoluto"
mutande sporche
non uccidete caino ruggero san remo
o natura cortese,. son questi i doni tuoi,. questi i diletti sono. che tu porgi ai mortali. ... (EVVIVA, la frase iniziale del mio blog, finalmente anche un pò di cultura!)
pelle olivastra
petardi esplosi in mano
peter pan grappa
photo del ragazzo sconosciuto tienanmen
poesie in dialetto alatrese
puzzle metri incollare

quanto costavano le sigarette
racconto tortelloni
scopare con un somaro
skuola di fotografia blog
sopracciglia
stress pre esame universitario
super uomini primitivi repubblica
syd barrett adolescente
testo canzone "mazurka della nonna"
trancio di tonno nichel
tutina neonato mascotte milan

veleno "fatto in casa" -angelfire
video spinti fatti in casa
vignette sul biliardo
è strano come cafè strade pomodori verdi fritti





Penso che il mio template stia crashando, non sono riuscito a sistemare meglio le tabelle; vabbè,  sicuramente sarà colpa di avere "i baffi più lunghi del mondo" .....
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domenica, 17 dicembre 2006
...Metà dicembre, fra un pò si danno le vaKanze... basta con i Kompiti, le interrogazioni, dal 22 basta con la sKuola, la mattina si esce e ci si riempie di fumo nella sala biliardo del paese...

Una decina d'anni fa scrivevo pressappoco in questo modo; con il sapere di oggi ho aggiunto le virgole altrimenti sarebbe stato  un per niente scolastico flusso di coscienza di oltreduemila parole.
Una cena con i vecchi compagni di classe del liceo mi ha fatto riafforare tanti ricordi,  rimorsi e rimpianti.
Non ero di certo un Joyce o un Beckètt, a scuola: la sveglia alle 7, una letta veloce ai compiti che dovevo fare,  classico litro di latte bollente che ogni mattina mia madre mi faceva trovare sulla mensola della cucina e nel quale affogavo i residui di sonno che avevo o un panettone, un pezzo di pane  o due confezioni di oro-saiwa (avevo un tazzone speciale assai capiente).
Così salivo in sella al mio vecchio Piaggio-Ciao coi baffi, residuato bellico degli anni '60, e pedalavo fino all'istituto per farlo partire. Non si accendeva mai, forse il freddo, sicuramente la poca miscela, sicuramente gli amici ci pisciavano dentro e non me ne sono mai accorto.
A scuola, se ci andavo, era un trauma: mia madre sicuramente scioglieva nel latte caldo o il prozack o il bromuro o, se mi andava bene, il roypnol e le prime due ore erano più per smaltire il torpore dovuto alla sbronza di sonno che quotidianamente mi accompagnava.
Il resto della mattinata lo passavo a guardare le mutande sporche della professoressa, a leggere la parte dei libri scolastici che non faceva parte dei programmi o a esser vittima di cancellinate da parte dei compagni di classe più robusti, cattivi e, soprattutto, fascisti.
Se invece marinavo la scuola (cosa più probabile, andavo a fare sega almeno una volta a settimana per la triste abitudine di farlo) era d'obbligo il classico giro per i tanti bar del centro,  incontrare un possibile compagno di merende o, peggio, rinchiudermi nella vecchia sezione del partito comunista intitolata a un tale Pedullà, che ignoravo proprio chi fosse, con la compagnia di una chitarra con poche corde, una bottiglia di vino rosso (il metanolo del Piemonte) del discount, un panino con delle fette di  mortadella spesse due centimetri. Si facevano grandi letture in quella piccola biblioteca di sezione.  E per quanto ero intelligente, m'illudevo di capire Marx, Lenin o Lukacs... che grande fesso ero.
Oggi, nel vedere tutti quei compagni di classe per lo più laureati, chi nel mondo della politica o con la testa a confindustria, chi a farmacizzare viagra per le multinazionali oppure a progettare strategie di mercato per i McDonalds, assaporo quell'illusione di un tempo che era in tutti noi, che potevamo e volevamo cambiare il mondo ma, più conscienti che consapevoli, eravamo solo destinati ad asservirlo, io per primo.
Il destino non si può creare, ci adattiamo a ciò che ci viene dato dall'alto e, purtroppo per noi, non c'è niente di sovrannaturale o metafisico, è scritto solo dalle regole  sociali... e dal tutto che scorre...
Non era bello creare compiti di religione blasfemi, storpiare Cicerone o posizionare l'Insulindia presso il circolo polare artico? O stare ore ed ore a discutere del futuro della Lazio invece che, ad esempio, leggere Carducci?
I miei rimpianti  sono per il presente, le cose fatte tempo fa ogni tanto riafforano e mi fanno sorridere: vorrei il mio domani più simile a Ieri  ma ho la sensazione di essere cresciuto, di avere mille responsabilità: occorre sposarsi, mantenersi, lavorare non sempre dove ci piace e, qui mi dispiace, dare un calcio ai nostri sogni per dei compromessi. E chissà se ne vale la pena...
Ironia della sorte, invece delle vacanze, Lunedì 18 Dicembre comincerò a lavorare per l'ennesima volta con mio padre; l'università prima o poi la finirò, la musica la continuerò a suonare solo con la testa, le mie mani saranno impegnate a stringere bulloni e affini.
Per motivarmi e continuare questo lavoroa lungo, trasformerò il mio blog in il blog dell'autoriparatore dove, quasi come un diario, scriverò ciò che faccio
Sarebbe stato proprio bello fermare il tempo e guardare crescere gli altri, ma non si può.
Addio Bafs, sei solo un compromesso...
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venerdì, 24 novembre 2006
Sono malato, con un raffreddore da fieno che non mi lascia respirare e senza voglia di fare niente.
Mi guardo e mi faccio schifo da solo: vestaglia a quadrettoni verde scuro, pantalone verdino sporco, pantofole di un verdone acceso... insomma più che un uomo coi baffi sembro una mantide religiosa, tanto per capirci.
Devo dire però che In questa  giornata di malattia chi mi ha dato compagnia con il suo daffare è stato un piccolo topolino... sisi, non sono scemo, proprio un piccolo sorcetto di campagna che da qualche giorno mi viene a trovare e assiemme discutiamo di fotografia, musica e letteratura. Insomma, l'amico ideale!
Purtroppo, quando dormo, non può entrare dentro casa visto che dove abito vigono delle legge razziali contro i criceti ed i topi; per tale ragione una sera il mio amichetto Tony (così mi ha detto di chiamarsi) ha provato ad intrufolarsi attraverso un pertugio della finestra ma è rimasto intrappolato in un soppalco sopra gli infissi. Poverello! Si sentiva il rumore delle zampine graffiare il legno e, non so come, il mio povero amico non riusciva più ad uscire.
Mia madre ha iniziato a gridare allo scandalo: -Perdincibacco! un topo in casa che disonore!- ed io, cercando di dissuaderla da tale assurdità, le ho risposto: "Cara mamma, attualmente io faccio molto più schifo del topo,  perchè non lo lasci stare, che male ti fa?" ma niente. "Gligliottinatelo, avvelenatolo, cacciatolo" ed è stata ad inveire contro quell'esserino indifeso per ore. Più tardi con un astuto stratagemma che non sto ora a descrivere, di nascosto  l'ho liberato e gli ho consigliato di venirmi a trovare soltanto con la luce diuna. Ma niente.
Oggi ho visto mio padre tutto indaffarato e preso dal progettare non si sapeva cosa: penne, squadrette, tavole, molle, un'infinita di ingranaggi per costruire, ahimè, una super trappola per topolni di campagna.
Avevo capito che il mio amichetto aveva le ore contate e difatti poco fa è stato catturato; un sordo fragore, la molla che scattava ed addio libertà.
Povero amico, non aveva fatto niente di male ed ora è in quella specie di carcere, ma che fare? Brutta è la fine che si prospetta ai topolini come lui non in regola con i giusti permessi. Domani proverò a corrompere il babbo con un pezzo di crostata e lo libererò lontano da qui.
Mia madre ha capito tutto il mio piano e dice che sono pazzo: puzzo, parlo con i topi e disobbedisco alla sua legge, prima o poi mi farà rinchiudere macchisenefrega!.?!;.!!
Colpevole  ma libero sono, ironia della sorte il mio amico è innocente ma in gabbia. E' forse giustizia questa? AHAHAH, ai posteri l'ardua sentenza...
postato da: bafs alle ore 00:53 | Permalink | commenti (27)
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