sabato, 11 novembre 2006

Si, sono proprio io! Sono tornato! Anzi, a dirla tutta, non sono stato proprio da nessuno parte.
Non sono stato picchiato durante una partita di pallacanestro che ho arbitrato ne licenziato dall'officina meccanica di mio padre ne mi son rotto l'osso del collo durante un trekking montano. Niente di tutto questo...
E' stato sussurrato a tanti cavalli (che ovviamente mi hanno riferito tutto) che stavo vivendo un periodo di crisi psico-interiore.
Non è nemmeno questa la ragione che mi ha spinto ad essere presente online solo con le mie fotografie ed ha fatto urlare a molti dell'ormai certo tramonto del mio blog. Anzi, son un vulcano d'idee  e sto vivendo un periodo di iper-attività e creatività mai visto
La vera causa è il solfeggio
Mi spiego meglio: a me piace solfeggiare, mi hanno dato del gay per questa ragione ma starei ore ed ore ed ore ed ore a cantare "SO-O-OO-oL", blablabla. Sono anni che suono, saprei riprodurre fedelmente qualsiasi suono ad orecchio ma dovendo leggere un pentagramma, nisba.
Sono dell'idea che piano piano si fpuò fare Roma ovunque, non mi butto giù per una momentanea deficenza; solo che quando cominciò a stonare i canti del metodo Pozzolli inizia IL  VERO PROBLEMA.
L'ho vista discutere sul perchè del femminismo con Tina Lagostena-Bassi, modificare i pincipi costituzionali che danno da vivere al buon Santi Licheri, dare del tu a Romano Prodi e suggerirgli una via migliore di uscita, consigliare l'esperto Draghi sulla strada economica da perseguire mentre rispondeva a Piersilvio che i soldi, in fondo in fondo, non portano alla felicità; benedire, infine, con il mestolo il pessimo Ratzinger che prono si prostrava al suo sapere infinito.
Altro che giudici, avvocati, calciatori, veline, musicisti, laureati, diplomati: potrebbe tranquillamente ricoprire qualsiasi mansione di questo stato e meglio di chiunque altro
Ma, Mamma (si proprio Lei, la terribile mamma di Bafs) ti prego, non mentre solfeggio ritmicamente la lettura a prima vista quando, da buon maniaco della precisione, ripeto dieci volte uno stesso esercizio finchè non riesce bene e tu, all'ultima nota dell'ultimo compito, mi fai sbagliare; non coprire il suono del metronomo col tuo trombone, m'innervosisco e poi non scrivo sul blog.  Perchè per scrivere bisogna stare bene, altrimenti sarei solo un gotico dark senza essere ne gotico ne dark.
Non merito l'inferno diretto ma con tutte le biasteme che mi fai pronunciare, lì andrò. Un migliaio d'anni in purgatorio fammeli fare, se mi vuoi bene, il tempo che mi occorre per  solfeggiare qualcosa.
Giurò di essere più presente su questo blog,  il mondo coi baffi non chiuderà mai....

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categoria:mamma, baffo, asino
sabato, 02 settembre 2006
Le ultime serate dal vivo... ed è finita anche questa estate.
Ho latitato su questo blog, ma come potevo scrivere se stavo sempre scorrazzando da una parte all'altra di una ciociaria  mai vista prima, delle frazioni di paese sperdute,  della puzza di vino mal digerita di alcuni bar  di quartiere.
Un giorno pranzavo allegramente in un agriturismo locale. Si chiamava "la muliera" appunto perchè aveva come specialità l'allevamento di asini e muli.
Proprio la vista di un somarello mi destò dal torpore dei tanti bicchieri di vino bevuti. Era stupendo e non resistetti alla tentazione di accarezzare il suo pelo morbido. A mò di cane, con la coda mi faceva le feste  e, essendo anch'io un pò asino (ma in un altro senso del termine), cominciai a decodificare il significato dei suoi sguardi.
-Oggi è stata una giornata dura- mi dicevano le sue pupille dilatate -Tutto il giorno impegnato a montare una ciuchina qui vicino-
-E' tosta la vita di campagna, eh?- osservai io -Perchè non vieni a vivere in città assieme a me?-
-E come faresti? Io costo un migliaio d'euro- ed ammiccò fiero, guardando i miei, ormai celebri, pantaloni rossi, segnale di miseria e degrado
Avevo messo qualcosa da parte per acquistare uno strumento nuovo ed allora, in cagnesco, lo rimproverai:
-Mi stai a guarda in saccoccia? Va a fa gli bene agli asini-  ed infilai nella sua bocca un pò di paglia secca, seccato dalla sua allusiva discriminazione. Forse l'odore di selvaggina proveniente dalle mie mani, forse l'indole sessuale preponderante che neanche la ripetuta monta aveva placato, la bestia cominciò a leccare avidamente la mia mano e, giuro, era davvero piacevole e rilassante.
-Ma io mi ti compro!-  gli urlai -invece di un basso elettrico nuovo, mi ti prendo a te!-
Offeso, credo, per l'accostamento ad un oggetto musicale, annerì il verde dei suoi occhi e cominciò a stringere forte forte le mie dita, volendomi certo privare del mezzo principale per suonare. Il dolore era tanto ed inoltre sentivo crescere le orecchie proprio come le sue, le mie zampe che velocemente si affusolavano ed indurivano, la corteccia celebrale che si comprimeva per tagliarmi la ragione. Come un pinocchio, voleva portarmi alla sua forma o peggio, trasformarmi in uomo-asino.
Provai a mordere la mia ragazza, sperando che nella buona e cattiva sorte, seguisse il mio destino ma era molto più furba di me e si era allontanata da un pezzo (aveva di sicuro capito le mie intenzioni egoistiche).
Giocai allora il tutto per tutto: imitandolo, gli schioccai un morso poderoso sul collo e iniziò anche lui un processo di trasformazione in essere umana.
In questa buffa presa, l'uno avvinghiato all'altro, il primo a lasciare fu lui. Terrorizzato guardava le dita che gli erano spuntate dagli zoccoli, la coda che si era ritirata quasi del tutto e chi aveva lasciato il deretano preda delle mosche ma, innanzitutto, aveva cominciato a ragionare come un uomo vero proprio:
-Tapuzzà da 'n corpo, levati  aecc' da pedi prima che ti ficc 'na zampa in canna!!!-
Eh si, oltre a parlare dialetto, si stava trasformando in un essere umano vero e proprio, tale e quale ad alcuni abitanti queste campagne tranquille ma desolate
Presi un coltello, tagliai il  dito infetto e la mia mutazione si bloccò ma la sua, eheheh, continuava....
Non provai pena per lui: certo, sono rimasto un pò ciuccio ma su, ammettiamolo, chi di noi non lo è o non lo è stato in passato. Un uomo-asino si sopporta; io, durante il giorno, ne abbozzo così tanti.
Ma un asino-uomo... nononononnoronò, non si può proprio tollerare!
postato da: bafs alle ore 13:37 | Permalink | commenti (15)
categoria:ciociaria, asino