mercoledì, 30 maggio 2007
Ho appena visto un film, un BEL film (cosa rara di questi tempi) con una grande fotografia e sceneggiatura,
Angel-A di Luc Besson parla di un processo di purificazione, di come un uomo sull'orlo del baratro e del suicidio, incontra il suo angelo (alto pressapoco  due metri)  e... beh, non avrebbe senso dire altro, non anticipo nulla, ma ammetto che qualche lacrimuccia mi è uscita.
Come al solito mi sono immedesimato nel protagonista: in quanto essere vivente ho l'ambizione di rappresentare il centro dell'universo, il perno su cui tutto gira e sul quale sono centrati la maggior parte dei processi cognitivi, come si dice da queste parti: "W me che so lo re".
Ad Andrè (l'attore) tra l'altro gli somiglio moltissmo, ho gli stessi  capelli, la barba e  la pelle olivastra come lui, i lineamenti vagamente magrebin, è stato facile calarmi nel personaggio.
Ed anch'io in passato ho avuto la fortuna di incontrare un angelo il quale mi ha aperto gli occhi sul mondo e mi ha fatto diventare libero d atanti condizionamenti, da insicuro e pieno di dubbi che ero... e quell'essere sovrannaturale, non l'ho fatto più volare via,  mi ci sono aggrappato ed è ancora qui con me.
L'amore, l'immortalità, una splendida Rie Rasmussen:  come il proprio angelo una visione da non perdere.
postato da: bafs alle ore 18:22 | Permalink | commenti (3)
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