Passeranno i mattini
Passeranno le angosce
non sarà così sempre
Ritroverai qualcosa
La fabbrica illuminata
LUIGI NONO
non sarà così sempre
Ritroverai qualcosa
La fabbrica illuminata
LUIGI NONO
Giovedì XIV, Aprile 2033
Tra i pochi boschi rimasti mi nascondo ed ho il "tesoro" con me; ma è una ricchezza non poter dividere le proprie cose con gli altri?
Ricordo i miei monti quando ero bambino: sembravano eterni con i loro alberi altissimi e quegli anfratti nascosti dove nessuno aveva messo piede. Credevo in Dio quando vi entravo, anzi, forse mi sentivo Dio ma non capivo che così mi comportavo come ogni altro comune mortale.
Che fine aveva fatto quella solidarietà, quell'associazionismo che aveva guidato le piccole comunità di schiavi-operai nella società fordista. Ora, le multinazionali avevano preso il sopravvento, avevano infranto quegli esili legami sociali che si erano creati e, in un mondo globale, la gente iniziò a non conoscere più il proprio vicino di casa, a pensare solo a sé, a prevalere sul debole.
L'individualismo e l'egoismo ebbero la meglio in molti esseri umani e da allora i pochi ricchi possedevano più di tutti i poveri.
La tecnologia superò la tecnica, sarebbe bastato un black-out per tornare ai tempi della pietra visto che si era persa l'abilità del fare qualsiasi cosa.
L'uomo respirava, bastava quello.... non c'era più bisogno di guerre; la schiavitù del petrolio era finita e le energie alternative si erano diffuse ovunque. Benessere per tutti o almeno così si credeva.
Quando alcune industrie cominciarono a comprare sorgenti e fiumi, nessuno pensò male, anzi spinti da un'inattesa generosità verso il prossimo, si ragionò che in questo modo si potesse portare l'acqua anche in quei posti dove non era ancora arrivata.
Poi misero una fabbrica di Coca Cola ad un chilometro da casa. Nessuno sapeva che per un litro di quel veleno occorrono 8 litri di acqua. Nel mio giardino bastava infilare un dito per terra che usciva un geyser.Da allora tutte le piante della mamma si seccarono. Il popolo protestò: cortei, striscioni, scioperi della fame ma invano.
Vista l'arsura collettiva, un noto politologo del luogo consigliò: "Avete sete? Bivatev' 'l vin'! ".
Gli avessimo dato retta e piantato delle vigne sui nostri floridi colli. Forse a quest'ora non sottostaremo al ricatto della sete impostoci dall'alto.
Una bottiglietta d'acqua costava quanto uno stipendio mensile, le televisioni consigliavano di essere parsimoniosi col nuovo petrolio ma nel mondo tranquillamente si continuava ad usarlo nelle fabbriche.
Iniziarono gli scioperi generali ma io non aderii, lo ritenevo inutile parteciparvi. Ho sempre pensato che le fabbriche consigliassero ai sindacalisti quando scioperare cosicchè risparmiavano qualche giornata di lavoro in quei periodi di sovrapproduzione o manutenzione. E poi non mi lasciavo dare ordini su cosa pensare. Non mi lascio comandare su niente, da sempre.
La prima sorgente la feci saltare due anni fa. Da allora oltre trenta attentati seguirono e cominciò "La rivoluzione Ernica". La "mia" rivoluzione perchè nessuno seguì i miei passi.
Quei monti dove ero cresciuto furono il mio Chiapas, li occupai e non riuscirono mai a trovarmi. Almeno fino a questo momento, da giorni chiuso al buio in una caverna circondato da soldati che sparano ad ogni animale che si muove.
Nella caverna dove mi nascondo ho trovato una sorgente sconosciuta ma non posso condividere questo "tesoro" con nessuno. mi ucciderebbero e si gusterebbero ogni piccola lacrima che scivola dalle roccie.
Oggi non possiamo vivere in più persone nella stessa goccia, la mia acqua è di tutti, in tanti hanno sete ma non la darò a nessuno. E' la sintesi finale, così va il mondo, quello "nuovo"....
Tra i pochi boschi rimasti mi nascondo ed ho il "tesoro" con me; ma è una ricchezza non poter dividere le proprie cose con gli altri? Ricordo i miei monti quando ero bambino: sembravano eterni con i loro alberi altissimi e quegli anfratti nascosti dove nessuno aveva messo piede. Credevo in Dio quando vi entravo, anzi, forse mi sentivo Dio ma non capivo che così mi comportavo come ogni altro comune mortale.
Che fine aveva fatto quella solidarietà, quell'associazionismo che aveva guidato le piccole comunità di schiavi-operai nella società fordista. Ora, le multinazionali avevano preso il sopravvento, avevano infranto quegli esili legami sociali che si erano creati e, in un mondo globale, la gente iniziò a non conoscere più il proprio vicino di casa, a pensare solo a sé, a prevalere sul debole.
L'individualismo e l'egoismo ebbero la meglio in molti esseri umani e da allora i pochi ricchi possedevano più di tutti i poveri.
La tecnologia superò la tecnica, sarebbe bastato un black-out per tornare ai tempi della pietra visto che si era persa l'abilità del fare qualsiasi cosa.
L'uomo respirava, bastava quello.... non c'era più bisogno di guerre; la schiavitù del petrolio era finita e le energie alternative si erano diffuse ovunque. Benessere per tutti o almeno così si credeva.
Quando alcune industrie cominciarono a comprare sorgenti e fiumi, nessuno pensò male, anzi spinti da un'inattesa generosità verso il prossimo, si ragionò che in questo modo si potesse portare l'acqua anche in quei posti dove non era ancora arrivata.
Poi misero una fabbrica di Coca Cola ad un chilometro da casa. Nessuno sapeva che per un litro di quel veleno occorrono 8 litri di acqua. Nel mio giardino bastava infilare un dito per terra che usciva un geyser.Da allora tutte le piante della mamma si seccarono. Il popolo protestò: cortei, striscioni, scioperi della fame ma invano.
Vista l'arsura collettiva, un noto politologo del luogo consigliò: "Avete sete? Bivatev' 'l vin'! ".
Gli avessimo dato retta e piantato delle vigne sui nostri floridi colli. Forse a quest'ora non sottostaremo al ricatto della sete impostoci dall'alto.
Una bottiglietta d'acqua costava quanto uno stipendio mensile, le televisioni consigliavano di essere parsimoniosi col nuovo petrolio ma nel mondo tranquillamente si continuava ad usarlo nelle fabbriche.
Iniziarono gli scioperi generali ma io non aderii, lo ritenevo inutile parteciparvi. Ho sempre pensato che le fabbriche consigliassero ai sindacalisti quando scioperare cosicchè risparmiavano qualche giornata di lavoro in quei periodi di sovrapproduzione o manutenzione. E poi non mi lasciavo dare ordini su cosa pensare. Non mi lascio comandare su niente, da sempre.
La prima sorgente la feci saltare due anni fa. Da allora oltre trenta attentati seguirono e cominciò "La rivoluzione Ernica". La "mia" rivoluzione perchè nessuno seguì i miei passi.
Quei monti dove ero cresciuto furono il mio Chiapas, li occupai e non riuscirono mai a trovarmi. Almeno fino a questo momento, da giorni chiuso al buio in una caverna circondato da soldati che sparano ad ogni animale che si muove.
Nella caverna dove mi nascondo ho trovato una sorgente sconosciuta ma non posso condividere questo "tesoro" con nessuno. mi ucciderebbero e si gusterebbero ogni piccola lacrima che scivola dalle roccie.
Oggi non possiamo vivere in più persone nella stessa goccia, la mia acqua è di tutti, in tanti hanno sete ma non la darò a nessuno. E' la sintesi finale, così va il mondo, quello "nuovo"....
postato da: bafs alle ore 03:12 | Permalink | commenti (8)
categoria:acqua, rivoluzione, alatri, ciociaria, ernici, coca cola, monti ernici
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