venerdì, 28 settembre 2007


Il mio grande maestro Marx era solo in casa, l'amico Engels era uscito per fare compere e quindi sarebbe stato fuori tutto il giorno.
Si era appena svegliato e preparò la moka piccola per il caffè.
Era come suo solito sovrappensiero, stava pensando a criticare la ragion pratica e ad alienarsi dal pensiero religioso feuerbachiano. Vinto dalla quotidianità dell'abitudine,  si sbagliò e preparò due tazzine.
La cucuma piccola, come è noto, ha purtroppo un gravissimo difetto: troppo caffè per una persona, insufficiente per due.
Marx istintivamente riempì più la tazzina che riteneva sua e mise un cucchiaino di zucchero in più nella tazza dell'altro. Di colpo capì il suo gesto e,sorridendo, bevve di gusto  dalla sua tazza.
Il maestro mi ha sempre voluto bene, ero il suo allievo prediletto. Prese carta e penna e mi riportò di quanto accaduto.  Capii dal tono che non l'avrei più sentito ne visto e mi dispiacque parecchio. Si congedò con quest'ultimo monito:
"Questa, allievo caro, è l'ultima lezione che ti impartisco. Ora mentre scrivo sto bevendo anche l'altra coppetta, argh!!"
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categoria:racconto, assurdo, fantastico
mercoledì, 26 settembre 2007



Volevo chiamare questa foto con il titolo di una canzone interpretata da Billie Holiday che mi piace tanto, Body and soul. Purtroppo non è stato così semplice, troppi ricordi negativi, troppi...
La vacanza non è per un fotoamatore...o almeno, il fotoamatore non è per una vacanza con gli amici.. o meglio, o si va in vacanza con altri fotoamatori oppure sarebbe meglio lasciare la macchinetta a casa.
Perchè ti ossessionano; forse perchè hai una fotocamera più buona degli altri, forse perchè c'hai qualche rudimento di fotografia che loro non hanno; ti comandano, ti ordinano di scattare a qualsiasi cosa che si muove, ti intimano di fermare ogni piccolo frammento di vita che ti passa davanti, ad ogni centesimo di secondo, a volte si hanno riflessi così rapidi che occorrono i millesimi....e poi, quando so' pronte 'ste foto, ammazza che sei lento, tutti le hanno portate solo tu no.
In quei momenti mi dicevano:
"Baffaccio, mi scatti una foto mentre nuoto?"
"Baffino, mi immortali il capitello?"
"Baffetto, ti piacciono le nostre coreografie? Ce ne abbiamo tantissime!"
"Baffuccio, mi fai un servizio fotografico dove esco bene?"
Ed in un momento di pausa dove tutto era silente, l'incanto del mare di Trani fece una magia e per un attimo, per un solo attimo, tolsi le vesti del cacciatore di ricordi e ritornai il modesto, misero, inutile, ma pur sempre passionale, fotoamatore dilettante che ha il solo diletto in quei momenti unici raramente immortalati....

...Perchè, nemmeno un secondo dopo, era tornato tutto come prima...


 
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categoria:bafs
venerdì, 21 settembre 2007


Penso che sia una bella cosa, questa è la mia pagina: iscriviamoci!
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venerdì, 14 settembre 2007


Non me lo scorderò mai.
Era la mia prima convocazione con la squdra senior. Avevo 16 anni ed ero uno dei giocatori più scarsi che la pallacanestro aveva mai visto. Anche la squadra dove giocavo era veramente, il Nuovo Basket Alatri che siglato era N.B.A. (a volte il nome non basta)
Ero capace solo di menare e colpire duro, incassare e restituire senza mai stancarmi. Correvo per ore ma avevo le mani di pietra. 175 cm per 58 kg di peso, il pivot più basso e leggero della storia del basket.
L'allenatore ad un certo punto mi chiamò: "Baffo, vieni un attimo qua!".
Ero al settimo cielo, finalmente l'esordio! I compagni di squadra  solidarmente mi davano il cinque e mi incoraggiavano.
"Eccomi, coach" gli urlo euforico "sono pronto! Chi mi devo marcare!!"
Ed il Mister ,col suo dialetto gelido: " Ma che sì capito! mi so' scordato le borracce dentro alla macchina. Vammel' zic' a toll'"
Il peso dell'attesa, il traguardo che non arriva, il sogno che si frantuma, il bambino che diventa uomo,
eccetera eccetera, eccetera... tutto in un momento la mia adolescenza termino lì.
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martedì, 11 settembre 2007


Gli sposi non desideravano proprio che il loro fosse il matrimonio più bello del mondo. Convivevano già da tempo e volevano mettere la carte in regola, il nero sul bianco.
Ritenevo che sposarsi un giorno a Roma ha lo stesso sapore di un matrimonio a Scifelli, di lunedì poi ha la  monotonia uguale ad un vespro serale.
Il tono sermonico mi portava ad estraniarmi da  quel luogo. Speravo che un Kill-Bill qualunque entrasse lì dentro e ci terminasse tutti a colpi di kalashnikov. Non arrivò nessuno...
Come mio solito iniziai a prendermela con il Padreterno: chissà perchè a Dio piace essere pregato sempre allo stesso modo.  Boh, se  fossi io, il Dio, non lo vorrei proprio. Preferirei che mi si rivolgessero frasi come  - Ehi Dio, mi regali 'na sacca d' patate? -  oppure - Dio, sei proprio socio, sai? Ciao, ma come stai, oggi mi sento solo ed ho imprecato parecchio, scusami! -  o anche - Evviva Dio! - Ma niente, dio non mi rispose...
Cominciai a guardare le donne in Chiesa con le quali non avevo vincoli di parentela. Eran tutte brutte, brutte di quella bruttezza decomposta che si può coprire solo con chili di fondotinta e mascara.Solo mia cugina, la sposa, era bella ma non era proprio il luogo di abbandonarsi a pensieri turpi.  "Non ora" pensai.
Eravamo stanchi sia per il lungo viaggio,  sia per il traffico che per il fotografo e speravo proprio che al momento in cui il prete dicesse  "parli ora o taccia per sempre" entrasse un bruto che, strappando la sposa dall'altare,  la portasse via con se.  Ma niente, tutto filò liscio come l'olio.
Mentre cercavo in giro qualcos'altro da criticare, mi resi conto che uno dei miei zii più anziani stava marpioneggiando con una signora parente dello sposo.  Vedevo continui ammiccamenti,  si occhieggiavano e a vicenda si mandavano intriganti sguardi intensi.  C'era del tenero e ce ne rendemmo conto tutti.
Mio zio aveva sulla giacca un'orrida spilla a tortellino simbolo della sua azienda di famiglia, la signora indossava uno squallido vestito così sfrangiato che sembrava le fossero cresciuti dei tentacoli. 
All'uscita si strinsero le mani e parve che si amassero da sempre.
Non aspettammo gli sposi intenti per chissà quanto col fotografo;  avevamo trecento chilometri sulle spalle ed un buco grande grande nello stomaco. Decidemmo quindi di raggiungere il ristorante da soli ma, come accade in questi casi, dopo poche curve ci smarrimmo. Giravavamo ore ed ore in tondo, i cellulari non prendevano ed i negozi erano tutti chiusi per la pausa pranzo.
Era tutta nostra, la città, ma non sarebbe servito a nulla diventare finalmente i padroni del creato. I più fortunati divorarono di nascosto del riso crudo che chissà come non avevano lanciato contro sposi. Porta male ma previdenti.
Guardammo mio zio e la sua nuova tentacolosa compagna, notammo che era abbastanza corpulenta ed in tutti noi passò la stessa idea piovrina. Il re del tortellino ci guardò e capì anch'egli, non si oppose per il bene del gruppo. Senza fiatare.
La portammo in riva al mare e, passandolo per un innocente gioco di gruppo, le facemmo bagnare i piedi nell'acqua salata;  d'improvviso la sollevammo tutti insieme e la sbattemo una due tre cinque dieci venti volte sugli scogli, la inzuppammo nell'acqua salata e, come un polipo, la divorammo cruda. Non emise nemmeno un urlo, si era sacrificata per il bene di tutti.  Il suo modo di vestire l'aveva condannata, l'abito fece il polipo e poi noi lo mangiammo. Evviva!
Giunti al ristorante una lacrima segnò il volto di ziotto, in suo rispetto nessuno toccò niente del buffet.
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domenica, 09 settembre 2007
Roryna era una persona davvero sui generis
......Potevi avere l'impressione di conoscerla da sempre ma invece te l'avevan appena presentata.
.......Se discutevi con lei per ore ti sembrava di aver appena iniziato il discorso.
.......Se non la vedevi da un anno pareva di averla incontrato ogni giorno.
Forse era per il suo attivismo estremo, forse perchè era dedita all'uso di qualche droga a noi ignota  ma di certo bastava il solo pensarla che ci si sentiva pervasi da un estremo senso di leggerezza.
Un giorno, di ritorno da uno dei suoi innumerevoli viaggi, mi telefonò chiedendo con la sua voce tremula:
-Daiiii, perchè non andiamo sul monte più alto e scosceso di tutti, il monte Inferno!-
Io non esitai ad assentire ma sapevo cosa mi aspettava: per i ripidi e scosesi sentieri dell'Inferno annaspavo dietro i suoi passi corti e decisi e, nonostante i miei durissimi allenamentì, a malapena riuscivo a tenere il passo di quel piccolo demone.
La vedevo vestita di rosso che, per 
velocizzare il passo, addirittura  carponeggiava a quattro zampe. Ne una pausa, una sosta o un leggero spuntino. Percorremmo in breve tempo tutto il lungo tragitto fino ad arrivare ad un punto dove la strada ripianava prima dell'ultima terribile parete rocciosa. Io ero distrutto e frastornato, lei invece era ancora fresca e profumata come una rosa. Le chiesi come faceva a reggere quel ritmo, a quali duri allenamenti si sottoponeva per riuscire ad andare così veloce.
Mi guardò sorridendo, si accese una sigaretta cubana e mi mostrò le sue mani.
Notai che la sua pelle era come mutata, l'epidermide si era inspessita e formava uno zoccolo durissimo e impenetrabile. Aveva le mani di selce e non me ne ero mai accorto.
-Sei stupito, eh?- mi disse  -Ci sono cose così semplici delle quali ignoriamo l'esistenza. Basterebbe un piccolo sforzo per poterle capire intravedere ma, niente, ormai siamo sopraffatti dall'ignavia e dalla pigrizia. In tutti noi c'è un peso che aggrava la nostra mente ma, chissà come mai, nessuno riesce a vederlo...o meglio, a toglierlo-
Detto questo, mi prese per i capelli e con il suo zoccolo mi colpì forte in testa. Vidi un qualcosa volare via dalla mia fronte e cadere poco lontano: era una piccola selce che chissà da quanto tempo era ferma tra i miei occhi e bloccava la mia mente e i miei pensieri. Mi sentii leggero, ero libero chissà da cosa ma l'importante era esserlo, evviva!
Roryna di colpo si girò verso la parete rocciosa, con tre balzi la scalò e una volta sulla vetta mi urlò:
-Daiiii! Vieni quissùùùù! Andiamo a cavalcare i capodogli nell'oceanooooo! Che belloooo!!!!- e con i suoi selci si aggrappò  ad una nuvoletta di passaggio  e in breve sparì dalla mia vista.
Ero senza parole, pieno di dubbi e paure. Raccolsi la mia selce, la rimisi tra i miei occhi e lentamente tornai a casa.
Non ero pronto per certe esperienze, non lo sono ora, forse non lo sarò mai.
C'è a chi la selce cresce sulle mani, chi nella testa e chi altrove ma, come ne ero sicuro all'ora lo penso adesso, ognuno fa quello che capisce ed i confetti, cara roryna, non saranno mai per gli asini!!!
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categoria:racconto fantastico
domenica, 09 settembre 2007


Il recente post di Valerio Pieroni, con le successive critiche e accuse di "omofobia" da vari kilombisti, mi lascia perplesso. Non tanto per le prese di posizione, sia pro che contro, ma per il fatto che oggi  si richiamano all'ideale politico pensieri che di politico non dovrebbero avere nulla.
La libertà di essere se stessi, di uguaglianza sono sancite dalla nostra costituzione come dalla maggior parte degli statuti nazionali nel mondo.
L'essere o meno omosessuali dovrebbe prescindere da un qualunque ragionamento politico, è una scelta personale che non a nulla a che vedere con l'essere di destra o di sinistra. Come per le politiche ambientali, l'aver rispetto per la natura è un "must" universale, viene invece rilegato ad una piccola nicchia di intellettualoidi che in questo modo intravedono una facile possibilità di entrare nei processi governativi
Ho amici di destra omosessuali come ne ho di sinistra. In europa e nel mondo, il sesso e la politica sono distinti.
Purtroppo in italia questo non potrà accadere perchè mancano degli ideali veri, manca l'approccio del confronto tra il pensare generale ed il proprio e si tende ad annullare l'individualità di ogni singola persona per il ragionamento collettivo che per forza deve essere più giusto, più  corretto, più esatto del proprio.
Oggi ci accodiamo agli altri nel pensare, si azzera la creatività e si stigmatizza ogni processo cognitivo diverso dal nostro senza pensare che non è detto che la maggioranza può aver ragione.
Perchè su kilombo si parla solo di Valerio Pieroni invece di argomentare discussioni su altri temi quali il difendere i diritti di quelle classi sociali che ormai sono pressochè escluse dai processi decisionali, il ragionare sull'assenza di politiche sociali degne di tale nome, il parlare di globalizzazione, lo sfruttamento, sulla  fame del mondo o le baraccopoli di nairobi. Solo per citarne alcuni ma non  potrebbero essere argomenti PIU' validi per un dibattito di sinistra?
Altrimenti posso anche cominciare a credere che nei prossimi programmi dei vari partiti ci saranno una ventina di pagine su Valerio Pieroni; spero di no ma se questa è l'antifona....
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categoria:ideali, kilombo
sabato, 08 settembre 2007
Scrivo qui la mia risposta a questo post contro la costruzione nel territorio italiano delle centrali ad olio di palma.

"Non avevo scritto nulla a riguardo perchè avevo un amletico dubbio.
La cosa che mi chiedevo era che in italia c'è un fabbisogno energetico assai elevato e la corrente purtroppo occorre. Nel mio recente viaggio in puglia ho visto le pale eoliche svettare sulle colline e devo dire che la gente non le gradisce molto quelle altissime costruzioni. -Troppo ingombranti -, dicono.
Poi, i pannelli solari non possono adempiere appieno al fabbisogno energetico collettivo:un pezzo di carbone abbastanza piccolo produce energia quasi quanto 15 metri quadri di pannelli.
Mi sembra che qualunque sia la soluzione, il problema non si risolverà mai. Forse l'unica soluzione sarebbe tornare un pò indietro perchè il nostro pianeta, ormai si è capito, non regge questo ritmo.
Si dovrebbe consumare di meno, meno prodotti, meno lavoro, spegnere i nostri computer e non lasciarli accesi per ore. Occorre cambiare rotta, per i gorilla della foreste indonesiane, per l'effetto serra, per il "fantomatico" protocollo di kyoto, per quei bambini africani delle baraccopoli che vivono nei nostri rifiuti mentre a loro non è concesso produrne... perchè non hanno niente di che consumare ed a volte non hanno nemmeno mai visto una lampadina.
Fermiamoci un momento e riflettiamo..."


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martedì, 04 settembre 2007
Quest'estate è stata forse la più deleteria della mia vita. Sicuramente la mia autostima ne è uscita distrutta e dovrò lavorare parecchio per ricostruire qualcosa
Avrei voluto suonare ed imparare cose nuove ma, nisba, non ho creato niente ed a malapena riesco a leggere un pentagramma.
Mi sarebbe piaciuto affermarmi come meccanico ma devo stare ancora attento a quando mio padre mi fa usare un giravite in quanto possibile arma pericolosa.
Volevo sensibilizzare la mia persona ad un  indirizzo politico filo-comunista ma sono riuscito nell'intento di odiare solo il partito dei Verdi con il sole che ride.  Ho il dubbio forse di non essere tanto comunista, spero che non lo siano gli altri.
Ero convinto di fare sette esami al'università ma come sempre ne ho fatti solo due e chissà quando mi laurerò.
Però in  compenso ho viaggiato un pò, ho visto la puglia, bari vecchia, trani. Alberobello è un bellissimo paese solo che dopo un pò tutti quei trulli stufano.  Mi spiace che in Puglia nessuno conosca il mitico Dolmen di Bisceglie. E pensare che ero andato apposta lì per visitarlo. Mi prendevano tutti in giro, anche i Pugliesi, mi dicevano "sono solo due sassi con uno sopra".  Forse sono i "Due sassi con uno sopra più belli d'italia" mi dicevo  ed avevo ragione, sono rimasto davvero affascinato da tali pietre.
Chissà perchè i propositi per l'anno nuovo li comincio sempre da settembre, forse non sono cresciuto e sono troppo legato al sistema scolastico elementare.
Ritengo che avere un blog sia  necessario, dovrò essere più presente online...giuro!

postato da: bafs alle ore 11:15 | Permalink | commenti (9)
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