Il mio amico F. era un comunista. Uno di quelli veri, che consideravano Togliatti un eroe e Gramsci un povero credulone. Lavorare, studiare, lavorare... strakanovistamente senza fermarsi mai, credeva nel mondo in cui viveva.... ed era convinto che gli uomini fossero tutti uguali. Occorreva quindi difendere i diritti delle persone meno fortunate di lui, con meno soldi e libertà.
La sera prima aveva udito i suoi amici criticare qualunque sconosciuto passasse davanti a lui, per il solo gusto di farlo. Non era la prima volta che accadeva, inoltre F. odiava etichettare gratuitamente la gente ma come sempre, da buon comunista operaio, di quelli che in silenzio fanno il loro compito senza contraddire, chiuse le orecchie e glissò oltre.
La mattina andò in paese a ritirare dei volantini che aveva fatto stampare per il suo partito: 600 fotocopie, 51,50 euro... oltre 10 centesimi a pagina. Con quei soldi poteva comprarsi una stampante laser oppure prendere il treno, passeggiare per roma (lì una fotocopia costava 3 cent) e risparmiare qualcosa... ma era un autentico comunista, di quelli che difendevano l'economia dei piccoli agglomerati urbani contro il capitale degli immensi centri commerciali. Pagò e si diresse altrove
Si fermò al bar di suo zio Agostino ed ordinò il solito: un caffè ed un bicchiere d'acqua. Come è noto i comunisti sono essenziali, non comprano cose inutili perchè i soldi sono pochi e bisogna pensare al domani. Ci rimase molto male quando suo zio gli fece pagare il bicchiere d'acqua 50 centesimi. Beh, sapeva che era un vecchio fascista ma l'acqua è un bene di tutti, cazzo... e poi con mezzo euro poteva acquistare una bottiglia intera. Ma zio Agostino doveva pagare l'ICI...e i comunisti sono signori, non si fanno guardare in faccia per così poco!
Il mio amico F. era provato: tornò a casa distrutto dal peso di una giornata dove non aveva fatto niente, niente di niente. Accese la televisione e cercò di rilassarsi.
Su di un canale ricostruivano a mò di Fiction una strage di innocenti, su un altro c'era un intervista ad un padre disperato al quale avevano rapito i figli. Il dramma crea spettacolo e per coloro ai quali non piaceva l'orrore della realtà, magia dei palinsesti, c'era il buonismo comico che ristabiliva l'equilibrio emozionale dell'informazione pubblico.
Corse nella camera dei suoi genitori, svegliò suo madre e come un matto le urlò:
"Se un giorno mi rapiranno o verrò ucciso da un folle, ti prego: non dire niente a nessuno, non andare in tv e non lasciare interviste!"
Sua madre fece un cenno d'assenso con la testa e si girò dall'altra parte, ma che ne poteva sapete lei, perdindirindina! Votava Berlusconi e stava bene.
F. era distrutto, accese nuovamente la televisione perchè da buon comunista aveva il bisogno di qualcosa per sognare: se il mondo è senza sogni di conseguenza di conseguenza anche il sonno lo è; un comunista senza sogni e come un bagno senza bidè!
Cercò disperatamente un porno, invano. Nemmeno QUEI sogni, la televisione non può essere assolutamente per dei comunisti!
Ma se nel mondo niente è comunista, cosa lo spingeva a sopportare un domani uguale ad uno ieri pullulante di egoisti?
Se l'era posta spesso questa domanda. Pensare stanca, lo sapeva bene. Per dormire come tutte le sere, immaginò togliatti e gramsci che, come una falce col martello, pomiciavano, contò i baci e chiuse gli occhi.
Domani sarà un altro giorno, forse finalmente diverrai socialista, sempre nell'illusione di vivere libero ed in un mondo giusto e con le idee più giuste.
Buonanotte caro F., mi hai dato la dimostrazione che oggi non si può più essere comunisti in santa pace....





