martedì, 19 giugno 2007
Il mio amico F. era un comunista. Uno di quelli veri, che consideravano Togliatti un eroe e Gramsci un povero credulone.
Lavorare, studiare, lavorare... strakanovistamente senza fermarsi mai, credeva nel mondo in cui viveva.... ed era convinto che gli uomini fossero tutti uguali. Occorreva quindi difendere i diritti delle persone meno fortunate di lui, con meno soldi e libertà.
La sera prima aveva udito i suoi amici criticare qualunque sconosciuto passasse davanti a lui,  per il solo gusto di farlo. Non era la prima volta che accadeva, inoltre F. odiava etichettare gratuitamente la gente ma come sempre, da buon comunista operaio, di quelli che in silenzio fanno il loro compito senza contraddire, chiuse le orecchie e glissò oltre.
La mattina andò in paese a ritirare dei volantini che aveva fatto stampare per il suo partito: 600 fotocopie, 51,50 euro... oltre 10 centesimi a pagina. Con quei soldi poteva comprarsi una stampante laser oppure prendere il treno, passeggiare per roma (lì una fotocopia costava 3 cent) e risparmiare qualcosa... ma era un autentico comunista, di quelli che difendevano l'economia dei piccoli agglomerati urbani contro il capitale degli immensi centri commerciali. Pagò e si diresse altrove
Si fermò al bar di suo zio Agostino ed ordinò il solito: un caffè ed un bicchiere d'acqua. Come è noto i comunisti sono essenziali, non comprano cose inutili perchè i soldi sono pochi e bisogna pensare al domani. Ci rimase molto male quando suo zio gli fece pagare il bicchiere d'acqua 50 centesimi. Beh, sapeva che  era un vecchio fascista ma l'acqua è un bene di tutti, cazzo... e poi con mezzo euro poteva acquistare una bottiglia intera. Ma zio Agostino doveva pagare l'ICI...e  i comunisti sono signori, non si fanno guardare in faccia per così poco!
Il mio amico F. era provato: tornò a casa distrutto dal peso di una giornata dove non aveva fatto niente, niente di niente. Accese la televisione e cercò di rilassarsi.
Su di un canale ricostruivano a mò di Fiction una strage di innocenti, su un altro  c'era un intervista ad un padre disperato al quale avevano rapito i figli. Il dramma crea spettacolo e per coloro ai quali non piaceva l'orrore della realtà, magia dei palinsesti, c'era il buonismo comico che ristabiliva l'equilibrio emozionale dell'informazione pubblico.
Corse nella camera dei suoi genitori, svegliò suo madre e come un matto le urlò:
"Se un giorno mi rapiranno o verrò ucciso da un folle, ti prego: non dire niente a nessuno, non andare in tv e non lasciare interviste!"
Sua madre fece un cenno d'assenso con la testa e si girò dall'altra parte, ma che ne poteva sapete lei, perdindirindina! Votava Berlusconi e stava bene.
F. era distrutto, accese nuovamente la televisione perchè da buon comunista aveva il bisogno di qualcosa per  sognare: se il mondo è senza sogni di conseguenza di conseguenza anche il sonno lo è;  un comunista senza sogni e come un bagno senza bidè!
Cercò disperatamente un porno, invano. Nemmeno QUEI sogni, la televisione non può essere assolutamente per dei comunisti!
 Ma se nel mondo niente è comunista, cosa lo spingeva a sopportare un domani  uguale ad uno  ieri  pullulante di egoisti?
Se l'era posta spesso questa domanda. Pensare stanca, lo sapeva bene. Per dormire come tutte le sere, immaginò togliatti e gramsci che, come una falce col martello, pomiciavano, contò i baci e chiuse gli occhi.
Domani sarà un altro giorno, forse finalmente  diverrai socialista, sempre nell'illusione di vivere libero ed in un mondo giusto e con le idee più giuste.
Buonanotte caro F., mi hai dato la dimostrazione che oggi  non si può più essere comunisti in santa pace....
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categoria:racconto, comunisti
lunedì, 04 giugno 2007
Questo racconto prende spunto da un ragionamento mentre solitario tornavo stanotte a casa.

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Sono gli amori insensati a dare un senso alla vita - questa frase, reminiscenza di una trasmissione radiofonica, si ripeteva in  lui continuamente e lo portava a distrarsi dal solito film melenso che non voleva finire.

Ad un certo punto come sempre la sua compagna si distese sul divano e, consapevole della propria sensualità in quel momento, aspettò che l'uomo le si coricasse vicino.
Un nuvo bacio si susseguì ad un altro ma  della novità non aveva nulla: era della stessa consistenza dei baci scambiati ieri,  che a loro volta avevano il sapore di tutti gli altri baci di sempre, quel gusto consuetudinario e prevedibile della ripetività.
Si fermarono  ma, lui, cocciuto, le bloccò il braccio sui cuscini. Fregandosene del rispetto comune volle continuare perchè un uomo vero non può certo fermarsi dinanzi ad una indecisione, bisogna tirare dritto senza badare al contesto.
E poi, chi non è politico dentro, oggi? Tutti noi abbiamo vinto dieci, cento, mille battaglie anche senza mai confrontarsi col mondo. Si apre un giornale e ci si schiera da una parte senza chiedersi il perchè di una cosa.  C'è chi è favorevole alla castrazione chimica, al divorzio,  al matrimonio e poi senza coerenza è il primo ad essere violento, inerme, divorziato.
Tornando alla mia storia, successe che la compagna volle reggere il gioco. Compiaciuta da tanto impeto provò ad opporsi, finse di divoncalarsi, finse di fingere.
Durò un respiro, quando i polmoni si riempirono nuovamente  lui si accorse chi  comanda in determinati momenti: come un guscio vuoto, sarebbe bastato un soffio per farlo volare via o cadere. Come una corda di violino, a lei un pizzico l'avrebbe fatta suonare per ore.
Un atteso sorriso spuntò sul dolce volto di lei e l'imbarazzo svanì. Mentre si rivestivano le  venne il pensiero delle faccende da sbrigare l'indomani, sentenziò per circostanza una frase senza senso alla quale lui rispose con un'espressione ancor più basita di assenso.
Forse domani lui leggerà su di un giornale di uno stupro o di una guerra e con forza li condannerà; oppure lei maldicerà una donna che senza ragione sociale ha abbandonato il suo marito. Cattivi e cinici lo si è tutti, dall'accusato all'accusatore, non cambia il modo di pensare, si è tutti uguali, lo si voglia o no.
E quando in quel giorno lontano arriveranno da chissà quale pianeta migliaia di extraterrestri per sottometterci,  solo quando troveremo un nemico comune su cui scagliarci saremo uniti e compatti in una cosa sola.
Ne son convinto, siam fatti male, siamo umani, conosciamoci...
postato da: bafs alle ore 03:17 | Permalink | commenti (4)
categoria:ragionamento, bafs