giovedì, 22 marzo 2007
Non ho mai lanciato una forma di caciotta in vita mia ma, come si vede in questo video delle iene, nel  paese dove abito è lo sport "nazionale". 
- Il lancio del formaggio è una disciplina molto antica che risale al tempo degli etruschi su un affresco nella “tomba dell'Olimpiade” di Tarquinia si scorge addirittura un lanciatore in procinto di lanciare una “form
a”, probabilmente di duro pecorino stagionato, che i pastori si divertivano a far rotolare lungo i pendii e i sentieri" - (dal sito www.eventi.parma.it)
Una volta, durante la solita corsetta quotidiana, ho visto sfrecciarmi a fianco una tondeggiante forma di Grana con al seguito le urla dei miei compaesani che mi sfidavano in una gara di velocità.
In un'altra occasione, causa un lancio sbagliato, mi son ritrovato trentacinque chili di formaggio sul cofano della mia Y10 ma, visto il danno, nessuno poi ne ha rivendicato la proprietà.  Beh, lì sicuramente ci ho guadagnato io....
Io sinceramente non trovo niente di male nel lanciare del formaggio per i vicoli di Alatri anzi è uno sport sano, completo e, tra l'altro, nutriente (visto che alla fine chi vince ha in premio il formaggio usato nella competizione).
La prospettiva di andare alle Olimpiadi (vedi il curling) e  la possibilità di varcare l'oceano per sbarcare in un altro continente sono forti attrative per la disciplina, soprattutto se di fronte potremo avere la nazionale statunitense del lancio del formaggio.... spero quella militare così potremo vendicare anni ed anni di oppressione globale.
Se volete partecipare anche voi alle selezioni per la nazionale olimpica scrivete alla redazione del mio blog, unmondocoibaffi@gmail.com. Saremo ben lieti di esportare questa disciplina negli altri paesi d'italia; bastano un pò di coraggio, avere il gomito del tennista e, soprattutto, il conseguimento di un diploma privato di scuola media superiore alla moretti (anche di scuola media inferiore va bene, no universitari).
Scriveteci tutti, evviva il lancio del formaggio, evviva Alatri, evviva!
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categoria:alatri, le iene, lancio del formaggio
martedì, 20 marzo 2007


Solo ora trovo il tempo di ascoltare le canzoni dell'ultimo San Remo.
A me il brano di Cristicchi non piace. Mi spiace, mi sta simpatico. Abbiamo gli stessi capelli ma  non basta, è banale. Parla dei matti come una pezza da piedi, come un prodotto, come il diverso.
Ma i manicomi non son chiusi da una trentina d'anni?Forse voleva solo far provare pena, quel sentimento che commuove noi italiani, che può portare alla vittoria anche uno come Rufus, più simpatico ma non commerciale, un matto. Nel mondo di oggi, si sa, conta il successo... e basta.
Un tempo bastava una lettera di un sindaco, o di un qualunque medico generico, per rinchiudere delle persone nei manicomi. Lo poteva dire ma non lo ha scritto, perchè?
In chi si crede normale che reazione può provocare una frase del genere? Potrebbe  vincere San Scemo, quello si che era un vero festival, bei tempi quando Silvestri cantava Aria e Mietta stonava Trottolino Amoroso.
Come si evince dai giornali, a piazza grande, ai fatti vostri, a forum,  il populismo impazza: un urrah per i matti, gli altri da compatire, che commuovono, perchè in fondo anche le ALTRE persone meritano uno spazio. Perchè di ALTRO si parla. Evviva i normali, evviva i veri matti, evviva gli ALTRI
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lunedì, 12 marzo 2007

Questo ritratto è stato ispirato da me, è un evento accadutomi per davvero; quindi lo posto senza il permesso dell'autore anche se iul finale è solo fantasia: male che vada, se lui avrà da ridire,   intrapenderò   le fantomatiche vie legali

IGNOTO NUMERO 25 - PROSPETTIVA MANOVALE


Ero a pezzi. Moralmente intendo. La laurea non arrivava mai. Arrivavano i trent'anni però. Incombevano e con loro tutte le mie aspettative di vita crollavano. Nessun lavoro , nessuna possibilità di vita autonoma. Presentavo curriculum per tutti i posti di lavoro disponibili , da manager di una multinazionale a presidente di una camera di commercio. Pensai di presentarmi anche come deputato , ma a parte i radicali nessuno mi avrebbe candidato. Avrei preso un bel po' di voti però. Credo.
Un amico si accorse del mio stato d'animo. Mi chiamò.
- Vieni a casa , prendiamo un caffè insieme.
La polo mi lasciò a piedi a metà tragitto. Mi lasciò a piedi , proseguii a piedi. Mi accolse con un sorriso. Mi fece accomodare in cucina. Sedie di legno come quelle di mia nonna. Mi sentivo a casa.
- So che stai cercando un'occupazione... ti capisco , a quest'età uno cerca di sistemarsi. Farsi una casa , una famiglia. Anch'io ci sto provando , che credi? Mi ha contattato una casa discografica , se il progetto va in porto credo che sfonderò. Per questo voglio darti una mano...
- Sì? - domandai io , abbastanza scettico sulle sue reali possibilità di sfondare e di darmi una mano.
- Sì. Ti ho raccomandato a mio zio. Ti prende per un posto da manovale.
- Ah. - Feci io guardando l'orologio a muro a forma di gallina. - Ora devo andare che è tardi. Ti faccio sapere.-
Uscii di casa. Mi aspettavano venti minuti a piedi fino all'auto. Chiamai il carro attrezzi con gli ultimi venti centesimi del mio cellulare.
Non lo chiamai mai. E non lo sentii più. Da quel giorno però scattò qualcosa. Oggi , dieci anni dopo , ho una piccola impresa , una famiglia , una laurea e due belle bambine. Sto bene. Anche se dentro di me a volte penso che si stava meglio quando si stava peggio.
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domenica, 11 marzo 2007

Conoscevo un single che  a 30 anni viveva ancora con i genitori, aveva un'amorosa consolidata ma, nonostante ciò,  era un single vero, uno di quelli gagliardo e tosto, uno bello dentro.
Nella domenica mattina di oggi, si alzò alle 9.30, si fece la barba tagliandosi i baffi, coprì la sua puzza col deodorante, si mise la solita tuta rossa e si mise a colloquioare con i suoi amici elfi sulla scontatezza della canzone Cristicchi. I simpatici folletti gli risposero che la fata turchina aveva fatto partire i suoi genitori ed allontanato definitivamente la sua ragazza.
Era finalmente un VERO single! Era proprio lui! EVVIVA!
Alle 11.30 decise di affrettare i tempi e per aver un pomeriggio più lungo anticipò il pranzo di un paio d'ore.
Tortellini liofilizzati al prosciutto crudo, un classico per ogni single o studente universitario che si rispetti.
12 minuti cottura lenta - beh, cottura veloce 6 minuti, ovvio no? - pensò lui, fantasticandosi grande chef.
Basterebbero per 3 persone - ma ho  un povero cane a cui pensare, Tortellini al Radames, sai che bontà? Decise quindi di cucinarli tutti tutti tutti. Tralasciò il sugo, o meglio, se ne dimenticò e per supplire alla lieve distrazione, inventò sul momento un condimento tutto particolare a base di burro, marmellata di cipolla calabrese ed essenza di Giò, fantomatico concentrato di erbe erniche preparato da suo zio Giorgio, un  noto montanaro del luogo. Lo sanno tutti che gli uomini sono i veri cuochi!
Che bontà! Purtroppo fece un tremendo sbaglio: non lesse che erano tortelloni anzichè tortellini ed a causa dei tempi di cottura affrettati,  avvenne una tremenda decompressione all'interno del suo stomaco.
Al suo cane crebbe immediata una certa panzetta, ma grazie alla carne Radames l'effetto da subito si bloccò.
Lesse in una piccola nota all'interno della confezione che i Tortelloni potevano avere conseguenze mortali se non cucinati nei giusti tempi.
Ora si trova di fronte ad un personal computer per lasciare in un blog le sue ultime volontà. Con un buco allo stomaco ma col volto fiero di uno che,  ad una vita da mammone,  ha preferito con orgoglio IL GIORNO da....

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categoria:racconto, tortellini, fettuccine, tortelloni
venerdì, 09 marzo 2007
Ieri ho messo 5 euro di benzina nella mia Y10.
E' proprio vero che la povertà spinge a fare gesti inutili e disperati....
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categoria:benzina, carovita
mercoledì, 07 marzo 2007
Salute, o Satana O ribellione
O forza vindice De la ragione!
Sacri a te salgano Gl'incensi e i voti!
Hai vinto il Geova De i sacerdoti!

Oggi mi è tornato alla mente di quando in quinto superiore uccidemmo Carducci: sisi, proprio lui, Giosuè Carducci! Lo ammazzammo pressapoco intorno al maggio del 1998 quando, di comune accordo con l'insegnante, decidemmo di eliminarlo dal programma d'esame per mancanza di tempo.
"Un poeta scomodo da far capire agli alunni" si sarà detto  il docente, "Uno di meno" pensavo io, studente infinitamente svogliato e poco avvezzo alla lettura delle critiche letterarie.
Solo in seguito capii  del mio orrendo delitto: come si poteva fare a meno del Poeta nazionale? E soprattutto, con che coraggio un insegnante poteva eliminare dalla formazione di un futuro essere umano le Odi Barbare o l'Inno a Satana, del suo libro delle polemiche o delle sue rime di beltà ed eroismo.
Mentre ero in fila alle poste ho visto l'annullo filatelico del centenario della sua morte. A volte Nove euro hanno l'importanza di Novemila. A me capita spesso che PESINO come novantamila. Ma non lo potevo uccidere nuovamente, qualcosa di Carducci doveva e deve essere presente in me, anzi dovrebbe continuare a vivere in ognuno di noi.  E in me, per troppo tempo, Carducci era morto.
Ora sono un ventottenne molto povero, con in tasca pochi soldi di nickel  ma con la coscienza pulita di aver cancellato un crimine orrendo. In fondo in fondo, di un delitto si tratta: è quella colpa radicata  che oscura il pensiero degli essere umani e può farli correre ammattiti dietro ad un pallone, a menare calci e pugni in televisione, a far si che le loro madri siano sempre in cinta.
Cara ignoranza, per una volta ho vinto io ma basterà una battaglia per fronteggiare vittoriosamente una guerra? Chissà....
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categoria:carducci assassino omicidio
venerdì, 02 marzo 2007
Ho letto questo racconto in uno dei miei blog preferiti e col permesso dell'autore, lo posto

Il mio nome è Hank
- Cazzo di nome è Hank ?
- Hank è un nome come un altro
Sbronzo , accettai ciò che quei ragazzi avevano da offrirmi. Un altro whisky.
Barcollavo su quel seggiolino. Appoggiai i gomiti al bancone , stando attento a non spostarli per non perdere l'equilibrio. Con la testa incastonata tra le mani , chiesi ai ragazzi un altro whisky. Novellini.
Non sorseggiai. Bevvi. Guardai la cameriera. Mi prudeva il cazzo.
Stetti il tempo di un altro whisky ad osservarla. E ascoltavo i ragazzi parlare di lei , di come lei scopasse chiunque gli passasse sotto tiro.
- Bella , mi metti un altro whisky ?
- Certo - disse lei , ancheggiando verso le bottiglie
- Io lo infilo dentro e lo sfilo come nessuno
- Ma se non ti si alza nemmeno - disse , versandomi un altro whisky
La pancia cominciò a brontolare
- Mi si alza eccome. Possiamo offrirti un whisky?
Non avevo un dollaro. Ma me ne fregavo. I ragazzi erano lì per me. Mi adoravano.
- No , grazie. Una Pepsi.
- Una Pepsi? Una che beve una Pepsi deve avere una figa molto stretta. Non devi scopare molto cara...
- Come si permette? Qual'è il suo nome?
- Il mio nome è Charles. Charles Bukowski.
- Signor Bukonski , lei è un gran cafone
- Se permette sono un genio.
- Ma tu avevi detto di chiamarti Hank... - Intervenne uno dei ragazzi
- Fatti i cazzi tuoi e bevi , questo giro lo offro io - ma non avevo i soldi , cane di un giuda
- Genio o no , questi apprezzamenti non mi vanno giù. Lei avrà il doppio della mia età.
- E scopo ancora il doppio di lei cara mia
- Ma se è un barbone!
- Si , ma un barbone scopatore. E un genio , cara. Non lo dimentichi
postato da: bafs alle ore 17:23 | Permalink | commenti (8)
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