venerdì, 24 novembre 2006
Sono malato, con un raffreddore da fieno che non mi lascia respirare e senza voglia di fare niente.
Mi guardo e mi faccio schifo da solo: vestaglia a quadrettoni verde scuro, pantalone verdino sporco, pantofole di un verdone acceso... insomma più che un uomo coi baffi sembro una mantide religiosa, tanto per capirci.
Devo dire però che In questa  giornata di malattia chi mi ha dato compagnia con il suo daffare è stato un piccolo topolino... sisi, non sono scemo, proprio un piccolo sorcetto di campagna che da qualche giorno mi viene a trovare e assiemme discutiamo di fotografia, musica e letteratura. Insomma, l'amico ideale!
Purtroppo, quando dormo, non può entrare dentro casa visto che dove abito vigono delle legge razziali contro i criceti ed i topi; per tale ragione una sera il mio amichetto Tony (così mi ha detto di chiamarsi) ha provato ad intrufolarsi attraverso un pertugio della finestra ma è rimasto intrappolato in un soppalco sopra gli infissi. Poverello! Si sentiva il rumore delle zampine graffiare il legno e, non so come, il mio povero amico non riusciva più ad uscire.
Mia madre ha iniziato a gridare allo scandalo: -Perdincibacco! un topo in casa che disonore!- ed io, cercando di dissuaderla da tale assurdità, le ho risposto: "Cara mamma, attualmente io faccio molto più schifo del topo,  perchè non lo lasci stare, che male ti fa?" ma niente. "Gligliottinatelo, avvelenatolo, cacciatolo" ed è stata ad inveire contro quell'esserino indifeso per ore. Più tardi con un astuto stratagemma che non sto ora a descrivere, di nascosto  l'ho liberato e gli ho consigliato di venirmi a trovare soltanto con la luce diuna. Ma niente.
Oggi ho visto mio padre tutto indaffarato e preso dal progettare non si sapeva cosa: penne, squadrette, tavole, molle, un'infinita di ingranaggi per costruire, ahimè, una super trappola per topolni di campagna.
Avevo capito che il mio amichetto aveva le ore contate e difatti poco fa è stato catturato; un sordo fragore, la molla che scattava ed addio libertà.
Povero amico, non aveva fatto niente di male ed ora è in quella specie di carcere, ma che fare? Brutta è la fine che si prospetta ai topolini come lui non in regola con i giusti permessi. Domani proverò a corrompere il babbo con un pezzo di crostata e lo libererò lontano da qui.
Mia madre ha capito tutto il mio piano e dice che sono pazzo: puzzo, parlo con i topi e disobbedisco alla sua legge, prima o poi mi farà rinchiudere macchisenefrega!.?!;.!!
Colpevole  ma libero sono, ironia della sorte il mio amico è innocente ma in gabbia. E' forse giustizia questa? AHAHAH, ai posteri l'ardua sentenza...
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categoria:racconto, diritti, topo, bafs
martedì, 21 novembre 2006
Finalmente!!!
BOLG!
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categoria:musica, suoni, segni, recenzioni, bolg
venerdì, 17 novembre 2006

Le cinque di mattina, torno or ora da una partita a briscola interminabile. Il paese, quando non c'è nessuno, è bellissimo ma basta un bar aperto affinchè si  trasformi nel proprio incubo peggiore. Vista l'ora, Il brutto è che non posso suonare ma inganno il tempo con una nuova foto al papy. Sarò ripetitivo ma a me lui piace troppo: oltre ad essere un meccanico eccezionale, è senza dubbio il modello più bravo del mondo, altro che Herzigova. Lascio al domani il suo sguardo, buonanotte o buongiorno, in fin dei conti è sempre  uguale: per noi umani non è come  una foto, il tempo sempre scorre... per fortuna...

 

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categoria:alatri, ciociaria
martedì, 14 novembre 2006
Penso di dover salvare qualche amico dalla visione di uno dei film più brutti  girati in territorio italiano. Per la cronaca il cane qui di fianco, dopo la proiezione si è accasciato al suolo e da allora non si più più alzato.
Io l'ho visto in anteprima mondiale durante lo svolgimento di un festival cinematografico tenutosi nel mio paese: è il fantomatico "Lettere dalla Sicilia" di blablabla e co., un film così futile che, nella sua inutilità, varrebbe la pena di vederlo: quando un giorno, durante un aperitivo o un thè delle cinque, vi verrà chiesto "Qual è il film più  brutto mai girato?" non avrete dubbi e ne menzionerete il titolo.
Mai faccio recensioni cinematografiche anche se  durante l'anno, veda centinaia di lungometraggi.
Non potrei, però, leggere ancora quel titolo nei prossimi palinsesti televisivi.
Che Dio ce ne scampi da tale pappone!



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categoria:critica cinematografica, lettere dalla sicilia
sabato, 11 novembre 2006

Si, sono proprio io! Sono tornato! Anzi, a dirla tutta, non sono stato proprio da nessuno parte.
Non sono stato picchiato durante una partita di pallacanestro che ho arbitrato ne licenziato dall'officina meccanica di mio padre ne mi son rotto l'osso del collo durante un trekking montano. Niente di tutto questo...
E' stato sussurrato a tanti cavalli (che ovviamente mi hanno riferito tutto) che stavo vivendo un periodo di crisi psico-interiore.
Non è nemmeno questa la ragione che mi ha spinto ad essere presente online solo con le mie fotografie ed ha fatto urlare a molti dell'ormai certo tramonto del mio blog. Anzi, son un vulcano d'idee  e sto vivendo un periodo di iper-attività e creatività mai visto
La vera causa è il solfeggio
Mi spiego meglio: a me piace solfeggiare, mi hanno dato del gay per questa ragione ma starei ore ed ore ed ore ed ore a cantare "SO-O-OO-oL", blablabla. Sono anni che suono, saprei riprodurre fedelmente qualsiasi suono ad orecchio ma dovendo leggere un pentagramma, nisba.
Sono dell'idea che piano piano si fpuò fare Roma ovunque, non mi butto giù per una momentanea deficenza; solo che quando cominciò a stonare i canti del metodo Pozzolli inizia IL  VERO PROBLEMA.
L'ho vista discutere sul perchè del femminismo con Tina Lagostena-Bassi, modificare i pincipi costituzionali che danno da vivere al buon Santi Licheri, dare del tu a Romano Prodi e suggerirgli una via migliore di uscita, consigliare l'esperto Draghi sulla strada economica da perseguire mentre rispondeva a Piersilvio che i soldi, in fondo in fondo, non portano alla felicità; benedire, infine, con il mestolo il pessimo Ratzinger che prono si prostrava al suo sapere infinito.
Altro che giudici, avvocati, calciatori, veline, musicisti, laureati, diplomati: potrebbe tranquillamente ricoprire qualsiasi mansione di questo stato e meglio di chiunque altro
Ma, Mamma (si proprio Lei, la terribile mamma di Bafs) ti prego, non mentre solfeggio ritmicamente la lettura a prima vista quando, da buon maniaco della precisione, ripeto dieci volte uno stesso esercizio finchè non riesce bene e tu, all'ultima nota dell'ultimo compito, mi fai sbagliare; non coprire il suono del metronomo col tuo trombone, m'innervosisco e poi non scrivo sul blog.  Perchè per scrivere bisogna stare bene, altrimenti sarei solo un gotico dark senza essere ne gotico ne dark.
Non merito l'inferno diretto ma con tutte le biasteme che mi fai pronunciare, lì andrò. Un migliaio d'anni in purgatorio fammeli fare, se mi vuoi bene, il tempo che mi occorre per  solfeggiare qualcosa.
Giurò di essere più presente su questo blog,  il mondo coi baffi non chiuderà mai....

postato da: bafs alle ore 11:55 | Permalink | commenti (15)
categoria:mamma, baffo, asino