"Dai, non ti preoccupà che ho un ki-way in macchina" e con un saluto fugace all'amorosa (non mi piace dire la mia ragazza) mi tuffo sotto una pioggia battente per la solita corsetta quotidiana.
Almeno così doveva essere. Era bugia, non avevo nessun impermeabile con me ma quando sentivo il Suo richiamo, dovevo trovarmi da Lei il prima possibile.
Non posso dimenticare la prima volta che incrociai il Suo sguardo. Solita corsa solitaria, solita pioggia, sperso tra i boschi di Vallefredda (un nome, un programma) nelle campagne di Fumone.
Fumone è un paese strano: pochi abitanti, un'antenna maledetta che con le sue radiazioni sconvolge chi vive in quello splendido borgo medioevale, noto più che altro per le vicende di Celestino V e Bonifacio VIII, di conti e marchesi
"Chissà perchè bisogna aver paura della pioggia" pensavo tra me e me mentre affrontavo la dura salita e cercavo di ignorare quell'obrobrio lontano. "Un pò d'acqua non farà male a nessuno" .
Inoltre la campagna ha tutto un altro sapore dopo un temporale: l'odore di tabacco bagnato delle foglie cadute, i silenzi dei cani pastori, gli sguardi silenziosi del sottobosco che fanno aumentare l'incedere dei passi.
E lì, per la prima volta incrociai i Suoi occhi, di donna normale e incosciente, una luna che, tra le nubi, fa capolino, Lei che diviene belva. I cani che ogni tanto mi latravano contro, ammutolirono al suo cospetto, io sfiorai le sue labbra e me ne innamorai alla morte. Col passare dei giorni le mie visite erano sempre più frequenti ma Lei era tornata la donna di sempre, non più quella femme fatale in cui risplendevano i raggi della luna... Idiota che sono, era la luna che le faceva mutare di significato!
Scoperto il segreto, di nascosto salii sulla grossa antenna nel centro di Fumone, arrivai sulla cima e, sfidando ogni sorta di pericolo e convinzione che ne proibiva l'accesso, richiusi la luna in un sacco di tela che avevo appositamente acquistato. Chi lo dice che non si può fare... qualcuno ha provato mai a catturare la luna?
Portai il pianeta nella Sua casa, spensi le lampade e chiusi tutte le finestre. Una volta libera i raggi della luna fecero effetto ma stavolta la trasformazione di Lei fu completa. Oltre agli occhi selvaggi, tra le mie braccia sentivo le sue gambe rassodarsi, le Sue dita iniziarono a graffiarmi come artigli, la Sua pelle s'inspessì e, dai pori del cuoio, spuntarono dei peli lupeschi.
Schiavo di quell'abbraccio, baciavo la Creatura come se fosse acqua e non ne avevo mai bevuto prima.Lei mi asciugava i capelli con il Suo petto villoso e come tanti prima di me, amai anch'io la donna-lupo.
Tutti i giorni, grazie al chiarore della luna prigioniera, si ripeteva la trasformazione e, successivamente, l'amplesso dei due amanti clandestini. Dopo quei momenti, io scrivevo poesie o componevo canzoni, o scattavo fotografie; Lei, invece dormiva e non rispondeva ai miei tentativi di volerne ancora. la luna con un sorriso ironico mi derideva silenziosa. Indispettito chiesi al vecchio satellite cosa pensasse di me e così mi rispose:
"Questa è la fine a cui, prima o poi, tutti volgono: il vostro è stato sicuramente il più grande amore di sempre ma guardati ora cosa sei: servo, schiavo di una donna-lupo che non ti rispetta, che desidera solo prendere da te senza un contraccambio.E come amante cosa sei... uno dei tanti, anonimi, insignificanti esseri umani che sono solo un puntino in confronto alla maestosità delle montagne che ti circondano, del pianeta, dell'universo intero "
Anche se ormai era tardi avevo capito; apri la finestra e la feci uscire, forse creerà altre donne-lupo a loro volta assecondate da un numero sempre più grande di stolti; ma ognuno fa quello che capisce, così si dice dalle mie parti..
La letteratura o la musica o la fotografia o l'arte pura in sè, elevano l'uomo ad un individuo migliore ma in cambio di cosa? Di quale popolarità o guadagno... si può chiamare successo, forse?
Ti vedo, vero amore mio, mentre scrivo penitente questi quattro righi; anche tu stai ora dormendo sul divano ma con l'innocenza di una bimba, non con la tragressione di una lupa. Quando leggerai questo testo forse non vorrai più sentire parlare di me ma come posso darti torto.
Ma ti prego, per il tuo e soprattutto per il mio bene, non fissare il tuo sguardo sulla luna! Per favore, non farlo mai...