martedì, 08 agosto 2006
Non c'è niente di più noioso, per una persona che strimpella un qualsiasi strumento, che partecipare ad un saggio musicale: bambini che credono di essere fenomeni, maestre di pianoforte che mi facevano rimpiangere di aver iniziato con la chitarra, teen-agers che si ostinavano a voler riprodurre le odiose canzoni dei green-day fedelmente all'originale.
Vedevo i loro strumenti e provavo una vera e propria invidia: quando avevo 13 anni impiegai più di un anno per raggranellare trecentomila lire ed acquistare una squallida imitazione di una stratocaster. Tranquillamente sfoggiavano strumenti che costavano migliaia d'euri; i loro maestri vicini, tutta la famiglia pronta ad esaltarli, a rinfrancarli per eventuali sbagli.
In quindici anni che suonicchio, nonostante le centinaia di serate fatte non ho mai visto mamma e papà tra gli spettatori. E di questo ne vado fiero, mai mi hanno viziato o comprato uno strumento.
Ho una passione quale la musica? "Risparmia e col sacrificio comprati quello che vuoi perchè poi su quello strumento occorre investire tanto sudore", questo sembrava dire mia madre tutte quelle volte che alzava il volume della televisione mentre storpiavo la bourree di Bach o mi improvvisavo in una Bossanova più ciociara che brasileira.
Beh, comunque sono contento: dopo tanti anni, per la prima volta, ho suonato nella piazza del mio paese, "la piazza della maldicenza" come mi è sempre piaciuto chiamarla.
Quando sono sceso dal palco, gli amici, nonostante avessi sentito i loro incitamenti, mi hanno rivolto un appunto polemico: "Sei sempre il solito rafagano (persona molto sciatta, nel dialetto della zona), passi per l'inguardabile tuta rosso fuoco ma potevi almeno togliere il tuo orribile marsupio! (
qui in basso in una vecchia  foto di repertorio
)"
"L'abito non fa il monaco, ma è la grande truffa del rock'n roll, no? Se Jimmy Page non indossava i suoi abiti scampanati da figlio dei fiori, sarebbe sempre stato un gran chitarrista? Se Robert Plant non avrebbe indossato i calzoni attillati per far risaltare il suo "pacco" pubico, sarebbero risaltate le sue
qualità canore?
I Sex Pistols, i Clash: anche sapendo suonare poco rispetto alle mega formazioni del tempo, hanno saputo vendere bene la loro immagine"

Bafs senza i suoi pantaloni rossi, senza il suo orribile marsupio verde non è più bafs, ormai hanno preso la mia energia vitale e potrebbero tranquillamente andare in giro da soli. Ma la musica, anche se ormai è schiava di lobby ed etichette discografiche, non si può gabbare in questo modo.
Occorrerebbe un pò di rispetto per chi suona il suo strumento una decina d'ore al giorno, qualunque siano i risultati, che spesso non esce di casa solo per il gusto  di improvvisare su di un brano, che rinuncia ai baci della morosa perchè impegnato con gli esercizi. L'immagine dovrebbe passare in secondo piano, no?
Bah, ed io che pure mi ci arzigogolo le ciruella. Non ricordo chi si ostinava a ddire: "Fuck the System"me lo devo ricordare: "Fuck..."
postato da: bafs alle ore 11:20 | Permalink | commenti (24)
categoria:
venerdì, 04 agosto 2006


Ho immaginato di vivere il suo terrore: in fondo ad una grosso tinello con spruzzi acquei che barbaramente mi torturavano la schiena; lasciato a digiuno per quasi una settimana senza capirne il motivo. E pensare che potevo essere uscito per la solita passeggiata notturna, a godere dell'umido di un temporale, a scolare una birra nel solito bar di periferia ed invece il solito carabiniere di turno mi aveva catturato
Una volta, da bambino, le ho assaggiate: piene di sugo, con un sapore al limite del disgusto, stoppacciose al palato e difficili da scassinare. Ma la nostra cultura, non ha dato visione di nausea quando, in quelle isole o fattorie esotiche destinate alle Very Important Persons della nazione italiana, hanno visto i Famosi affamati mangiare vermi o scorpioni, farfalle e zaponi?  Sempre d'insetti si tratta, di povere ciammaruchelle o lumache o, più nobilmente, di escargot. Debellate dalle disinfestazioni contro le zanzare, uccise dai pesticidi disciolti nelle piogge acide, catturate per un senso comune della golosità che mi ostino davvero a capire, che peccato hanno commesso per subire questo sterminio?
C'è gente che si ostina ancora a dire che c'è una cultura superiore e che bisogna difenderla dagli attacchi esterni di migranti e religioni, che bisogna giusticare guerre ed attacchi missilistici dove muoiono decine di bambini innocenti.  Ma sempre invertebrati mangiamo!
Vedendo il colore della mia pelle olivastra, nell'essere scambiato quotidianamente per un palestinese o un medio-orientale, mi sforzo di trovare differenze ma invano. E vado in ristoranti dove servono pietanze con lumache...
E se un giorno le ciammaruchelle si coalizzerano, imbracceranno fucili e li punteranno contro noi padroni del mondo, come dar loro torto?
Spero che sapranno leggere così si ricorderanno di questo post e lasceranno un guscio anche per me. O meglio spero di non essere cotto vivo per esser divorato, mai vorrei fare una fine del genere....
postato da: bafs alle ore 11:36 | Permalink | commenti (12)
categoria:
mercoledì, 02 agosto 2006
Sono stato latitante perchè ho provato ad approfondire culturalmente la mia conoscenza dell'ordinamento giuridico; purtroppo Bafs - Esami di Diritto 0 - 4, è più forte di me andare contro le leggi.
Sono stato anche contagiato da una strana malattia, praticamente sconosciuta a chi abita da queste parti (Alatri, Frosinone): il pensare costruttivo, che porta a stare molto tempo dentro casa a leggere o a suonare e ad uscire solo per lavorare o a correre nelle ore più calde della giornata
Le persone, qui, hanno un maledetto vizio: vedono qualcosa di nuovo e ne sono gelosi.  Vogliono una competenza esclusiva del mondo, vorrebbero tenere la realtà solo per se stessi:   dividerla con degli altri umani la riporterebbe al solito stato nauseante del luogo comune e, quindi, ridiverrebbe insignificante.
In effetti, ogni giorno si respira un'aria carica di noia, pesante e nauseabonda ma non per colpa del paese. Semplicemente qui le persone, in quanto ciociari, sono poco intelligenti e non riescono a vedere al di là di un posto sicuro, dei quattrini, della routine.  Se un giovane prende un aereo e va a milano, mica dice: "Che bello il duomo, che navigli stupendi!". Affetto da una sindrome del confronto forzato ad ogni costo, semplicemente sentenzia: "Che palle Alatri, la Ciociaria fa schifo", come se qui non trovassero delle belle cose. Poi, per colpa di un'indotta morale cristiano-parrocchiale che fa saltare la dimensione del presente per una speranza di avvenire, avessero almeno il coraggio di stabilirsi in un'altra città a loro gradita. Il futuro di una persona è costituito da una successione di eventi, non da immagini passate che si proiettano nel futuro. Invece, le loro radici in questo posto crescono e, come in ogni forma di materno attaccamento, con le loro critiche lagnose, ammazzano i sogni di chi vorrebbe vivere tra queste montagne,  insieme a qualche cane, con i pochi libri di una biblioteca poco frequentata, mentre si imita Bukowski in un bar di periferia.

Quando abitavo a Roma era per me come vivere in ciociaria: bastava trovare qualcosa che mi piacesse fare, senza pensare ad un futuro, brindando (e molto!) solo al presente. Allora come ora, purtroppo dovevo respirare sempre da solo, abbattendo quei muri che, non eretti dalle mie mani, m'impedivano di sorridere quotidianamente al mondo.
E poi, come fa a non piacere un paese come questo; boh, io non so proprio, ogni volta che vedo la Porta Maggiore penso ai tremila anni di storia dove vivo...


postato da: bafs alle ore 11:58 | Permalink | commenti (6)
categoria:alatri, ciociaria