
In uno dei tanti pomeriggi inutilmente vissuti, mentre guardavo una registrazione dell'estrazioni del lotto, avevo notato che un indefinito qualcosa era uscito silenzioso dal tubo catodico. Mi avvicinai al mobile e sul pavimento intravidi un'agonizzante struttura tridimensionale. Forse avevo bevuto troppo ma lì davanti a me c'era il numero sette in carne ed ossa che chiedeva di essere raccolto ed ascoltato.
Con la voce rotta dal pianto mi sussurrò: "Ti ricordi di me? ero il tuo voto preferito ai tempi del liceo. Dammi il colpo di grazia: ti prego, azzerami! Ormai a questi giovani moderni non conta più il giusto valore che rappresentavo, conta solo la mia misera presenza su di un foglio di carta"
Lo interruppe un borioso Otto, che non so come, era uscito anche lui e rimbalzante incalzava:
"Oggi è importante primeggiare, i secondi si servono in tavola; io sono il voto perfetto, dalle linee tondeggianti ed armoniose. Le vere persone sono caratterizzate dai tanti Otto presi durante un'esistenza, il resto è solo noia"
"Ma che t' passa per la capoccia" rispose in dialetto stretto un altro di questi strani esserini che, indefinito, aveva la bocca coperta da una gefia bianconera.
"Tu, caro Bafs, con la tua improvvisa trasformazione in zecca durante il terzo liceo, hai abbandonato il mondo dei secchioni per prendere valutazioni come me. Cosa hai raccolto dalla vita? Cosa rappresenti ora? Tra l'altro sei stato l'unico studente, in tutta la scuola, ad essere rimandato per due anni di fila in Italiano, non ti vergogni?"
Eh no, questo non lo potevo proprio accettare! Adesso, oltre a politiche morali, i voti della mia vita avevano iniziato anche a offendermi. Spensi il televisore non tanto per paura che ne uscissero di nuovi ma solo perchè non avevo voglia di sentire altre chiacchiere inutili.
Presi quindi il libretto dell'università e mostrai loro l'ultimo trenta preso proprio in un esame di letteratura italiana.
"Vedete, brutti somari maledetti, se è lecito poter giudicare il valore di una persona per mezzo di un semplice numero? C'è gente che pensa di sapere qualcosa ed appena ne ha il potere, grida allo scandalo tacciando per giusta solo la propria conoscenza. A volte, non sono le risposte ad essere sbagliate: sono proprio le domande a non avere un minimo senso. Voi non siete voti, siete l'origine della stigmatizzazione, del perbenismo, dell'etichettamento! Sparite, non ho niente da dimostrare a valutazioni come voi, non fatevi più vedere!"
Purtroppo, imperterriti, non ascoltarono le mie considerazioni e stavano coalizzandosi in un piccolo esercito pronto ad attaccarmi alle spalle con le loro insinuazioni.
Non ho più paura della guerra di giudizi! Li raccolsi e, ad uno ad uno, li gettai nel gabinetto. Trovai un'immensa soddisfazione nello scaricare lo sciacquone, un mio desiderio si era finalmente avverato: tanto era lo sterco che mi aveva contaminato l'anima, a dei numeri inutili proprio non potevo trovare una fine più equa, tirarele somme!
Lo interruppe un borioso Otto, che non so come, era uscito anche lui e rimbalzante incalzava:
"Oggi è importante primeggiare, i secondi si servono in tavola; io sono il voto perfetto, dalle linee tondeggianti ed armoniose. Le vere persone sono caratterizzate dai tanti Otto presi durante un'esistenza, il resto è solo noia"
"Ma che t' passa per la capoccia" rispose in dialetto stretto un altro di questi strani esserini che, indefinito, aveva la bocca coperta da una gefia bianconera.
"Tu, caro Bafs, con la tua improvvisa trasformazione in zecca durante il terzo liceo, hai abbandonato il mondo dei secchioni per prendere valutazioni come me. Cosa hai raccolto dalla vita? Cosa rappresenti ora? Tra l'altro sei stato l'unico studente, in tutta la scuola, ad essere rimandato per due anni di fila in Italiano, non ti vergogni?"
Eh no, questo non lo potevo proprio accettare! Adesso, oltre a politiche morali, i voti della mia vita avevano iniziato anche a offendermi. Spensi il televisore non tanto per paura che ne uscissero di nuovi ma solo perchè non avevo voglia di sentire altre chiacchiere inutili.
Presi quindi il libretto dell'università e mostrai loro l'ultimo trenta preso proprio in un esame di letteratura italiana.
"Vedete, brutti somari maledetti, se è lecito poter giudicare il valore di una persona per mezzo di un semplice numero? C'è gente che pensa di sapere qualcosa ed appena ne ha il potere, grida allo scandalo tacciando per giusta solo la propria conoscenza. A volte, non sono le risposte ad essere sbagliate: sono proprio le domande a non avere un minimo senso. Voi non siete voti, siete l'origine della stigmatizzazione, del perbenismo, dell'etichettamento! Sparite, non ho niente da dimostrare a valutazioni come voi, non fatevi più vedere!"
Purtroppo, imperterriti, non ascoltarono le mie considerazioni e stavano coalizzandosi in un piccolo esercito pronto ad attaccarmi alle spalle con le loro insinuazioni.
Non ho più paura della guerra di giudizi! Li raccolsi e, ad uno ad uno, li gettai nel gabinetto. Trovai un'immensa soddisfazione nello scaricare lo sciacquone, un mio desiderio si era finalmente avverato: tanto era lo sterco che mi aveva contaminato l'anima, a dei numeri inutili proprio non potevo trovare una fine più equa, tirarele somme!





Da Wikipedia
Vorrei lasciare un segno in questo blog per ricordare la fantastica vittoria dei mondiali di ieri. Trepidante, emozionatissimo sono stato vittima della cosidetta "febbre del mondiale" nel senso stretto della parola: per l'ansia mi si è alzata la temperatura quasi a trentanove e ho dovuto privarmi della gioia di concepire una bambina e chiamarla Italia. Peccato, ci riproverò tra quattro anni, sempre se ci dirà bene.