domenica, 25 giugno 2006


Dai due post precedenti si era capito che mammina voleva rinchiudermi non so dove; la mia progenitrice era convinta che le mie capacità intellettive stessero venendo meno: son rimasto "tifoso" della juve, non guardo le partite della nazionale, ho cominciato a divorare libri su libri,  dice che ho un'ossessione compulsiva per gli zaponi. Per la cronaca, la moglie di mio padre aveva un bozzo sotto il collo, di sicuro era stata punta da un vespide ed era uscita LEI fuori di senno.
Comunque, anche chiuso in un manicomio, nulla oggi avrebbe potuto ostacolare la mia voglia di votare. Eppure tutto il creato mi era indisposto: verso le 3 di notte improvvisi brividi di freddo mi legavano immobile al letto, un temibile male scignott' (così si chiama da queste parti l'innalzamento improvviso di temperatura). inoltre, alle 5 in punto, la mia piccola Omi ha cominciato a ragliare come un'ossessa, visto che un terribile cane puzzigli (i vicini di casa lo definiscono piccolo ma estremamente vorace) aveva decapitato un tacchino da guinness di oltre 22 kg. Può essere che un animale, a metà  tra la volpe e la faina, arrivi a ciò? A sto punto è stato bravo il piccolo cacciatore come Davide contro Golia, Vendola contro Fitto, Bafs vs Zaponi. Nonostante tali accadimenti, alle sette ho smesso di essere cibo per zanzare (il mio letto è una graticola, per loro) e mi sono recato al seggio per disturggere  i sogni aristocratici ed oligarchi del mondo borghese, per tornare ai tempi di Andreotti e Scelba, un NO per  abolire DEFINITIVAMENTE tutta la costituzione, sostituendone il testo con "Una storia disonesta" del buon Stefano Rosso.
Finalmente si cancellano TUTTI gli articoli e si torna a prima del '48, per ristabilire quelle istituzioni tradizionali che hanno si frammentato la terra dei cachi, ma che avrebbero potuto, in un ipotetico domani, essere attrattiva turistica per questa dimenticata terra di dio. Quindi, ripristiniamo ufficialmente lo stato pontificio, ricreiamo una loggia massonica di feudi e valvassini al settentrione,  creiamo il nuovo regno delle due Sicilie e regaliamolo a quei simpaticoni dei Borboni (issi si so boni, no i savoia!). Immaginate che bello:  invece del tedioso eurostar, prenderemo l'inter-rail (come suona bene, ci vuole il nome giusto per le cose giuste!)  Milano-Palermo, abbracceremo le guardie papaline allo scambio di Roma Termini e batteremo la stecca ai carabineros, iberico-spagnoli, di Napoli.
Ed ai mondiali del 2008, 2012 e soprattutto del 2016, ci andremo invece che con duecento senatori in meno, con tre nazionali (due in più).
L'unione farà la forza? Purtroppo no, visto che gli scrutatori del seggio, sentendo tali (per loro) deliri, mi hanno scambiato ancora una volta per un pazzerello ed al mio tentativo di sovraiscrivere il vero testo del referendum su tutte le schede, mi hanno immobilizzato e rinchiuso in uno sgabuzzino tra scopette e scopettoni dicendomi: -Quello è il tuo regno, cerca di convincere Mokita ed il Mocio Vileda delle tue idee- Ho preso alla lettera le loro parole  e presto, come in Fantasya, marceremo in massa verso Roma.
Dovrò trovare dei soldi per comprare tanti manici e  tante setole, però. Purtroppo ora sono al verde ma ho tre lettori fedeli che mi vogliono bene. Non lasciatemi solo e sconsolato, inviatemi delle scope: uomo o  uomo-scopa o uomo-cosa, almeno faccio qualcosa di utile in questo mondo. Insomma, quante storie, per una scopata...
postato da: bafs alle ore 20:45 | Permalink | commenti (18)
categoria:male scignott
martedì, 20 giugno 2006


"Splinder è invaso dagli zaponi": questo  messaggio, contenuto in una mail, era per spiegare il malfunzionamento del servizio di questi giorni.
L'ho sempre detto: vivono tra noi e temerli è sbagliato: la paura alla fine è solo una proiezione del nostro io, una lastra di vetro (nel caso degli zaponi, di color rosso fuoco) attraverso la quale vediamo una realtà che reale non è. Dovremo togliere questi filtri dai nostri occhi ma, ahimè, per i diavoli rossi non ci riesco. C'è chi non ci riesce con le persone, è più che giustificato questa MIO rispetto per gli zaponi....
Finito il concerto, ignorai tutti gli applausi ed i complimenti per scovare il nascondiglio dell'invertebrato sopravvissuto. Chissà poi se veramente non hanno ossa.....
Sfortuna mia era scomparso: un pò per ringraziarlo, un pò la paura che mi potesse colpire da un momento all'altro, caricai velocemente nei furgoni tutti gli strumenti e provai a mettere in secondo piano l'accaduto. Ero oltremodo stanco e, dopo tre ore di quei movimenti strani e inconsueti che mi avevano messo oltremodo in mostra, dovevo soddisfare tutte le aborigene  che incrociavano il mio sguardo  e ostinatamente  chiedevano il mio numero di telefono,
Wow, che successo! E, incredibilmente,  tutto grazie a quelle vespe giganti!
Cominciai a scaldare l'automobile carica del peso degli amplificatori con ormai alle spalle il ricordo dei temibili vespidi. A digiuno da ore, per chiudere il buco nel mio stomaco, addentai uno dei panini rimasti che l'organizzazione aveva disposto per me. Famelico ingoiavo a morsi la salsiccia e lo sfilatino quando ebbi l'impressione di sentire la carne bruciacchiata muoversi nella mia bocca. Avevo in bocca lo zapone scomparso? Che sciocco sono stato a non guardare in precedenza dentro il  panino!
Il destino avrà voluto giocare con me, sono certo dei miei tanti peccati! Ma il mio Dio non può pretendere simili contropartite ai miei vizi. Poteva farmi avere paura di una biscia, no? o che ne so, di una zara mulosa, di uno zipp'ncui. Son brutti anche loro ma almeno non fanno del male a nessuno!
Il terrore di essere punto in un posto così sensibile mi paralizzò. Rimasto solitario nella piazza, ero posseduto dal tremendo dubbio: sputare il boccone per essere, a mia volta, colpito di sicuro o trangugiare il tutto cannibalescamente?
Optai per la seconda, preso dl gusto orrido di annientare la bestia con i miei succhi gastrici e devo dire che ancora mi duole l'esofago per il passaggio dello sfilatino intero, ma cosa dovevo fare? Morire forse? A me sembra che tutti hanno paura del diavolo, perchè non dovrei averne io...
Ormai, poi ne ero convinto: nel panino oltre alla salsiccia c'era della carne zaponesca ed io, forse il primo sulla terra, l'avevo divorata. Poteva forse il veleno farmi morire? Se un pizzico può ammazzare, chissà la carne che può fare.
Inoltre, sopraggiunse in me una sensazione, che ebbi in seguito la verifica della sua  certezza: sentii un sonoro ronzio all'interno del mio stomaco diventare sempre più forte, più grave. Lo zapone era in me e, senza alcun dubbio, avrebbe presto punto le pareti del mio stomaco, non per uscire ma per portare all'aldilà il suo probabile assassino.
Due dita su per la gola mi salvarono: vomitai tutto e, prima di svenire, mi è parso davvero di vedere svolazzare il demone rosso su di me. Alcun senso mi apparteneva, poteva pungermi e non l'ha fatto: sarò forse io ad avere delle paure ingiustificate nei loro confronti? Per fortuna, li odio così tanto da superare ogni piccolo senso di colpa razziale.
Non so come tornai a casa, glissai le solite domande d
i mia madre, che scambiò il mio malissere con i postumi di una delle mie tante sbronze. Stamattina, poi,  era oltremodo strana: sosteneva che stavo impazzendo ma secondo me la matta è lei.  Sosteneva che ieri non mi sono mosso da casa, e non sono andato per nulla. Porella, e lo zapone dove lo mette, nel sonno mi è parso di sentire sbattere delle ali più robuste di quelle di una zanzara, sarà stata anche lei punta? Al medico, diverso dall'abituale somministra-ricette della mutua, ha detto che sono stato tutta la serata chiuso in camera a cantare e suonare, e che sono sparite anche delle vecchie bottiglie di rum (ma io non le ho prese, ieri ho suonato alla grande).
Vuole portarmi a Guidonia, da un dottore che cura disturbi, ma io non mi muovo di casa. In estate i zaponi regno sovrani, in  questi mesi uscirò poco e il mio buon orecchio musicale lo sintonizzerò sulle vibrazioni delle loro vetuste ali diaboliche. Aspetterò che gli infami escano dai loro nascondigli per tendere, con del potente DTT, a loro volta,  agguati. E' questo il destino finale di tutti, non è frutto della mia pazzia post-adolescenziale a ribaltare i ruoli: prima o poi a tutti i cacciatori accade di essere cacciati.
 Non aspetto altro: Bzzz, Bzzz, Bzzzzz, Bzzz, che maturi, allora, la carne zaponesca!
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categoria:zapone rosso, vespide
lunedì, 19 giugno 2006


Forse non mi crederà nessuno ma ieri mi è accaduto qualcosa che ha il sapore dell'incredibile.
Impegnato in una serata live, per sbarcare un lunario decente ci avevano costretti a suonare pezzi  sconosciuti e, quindi, mai provati in precedenza.  Per fortuna ho un buon orecchio ma il mio cervello rifiutava l'idea di improvvisare raspe, tarantelle e saltarelli della più bassa volgarità popolana. Stanco, controvoglia aspettavo la fine della giornata per rifare finalmente i ferri e per rifugiarmi  in qualche bettola malfamata quando, improvvisamente, mi accadde un qualcosa di orribile.
Già in precedenza, sulle pagine di questo blog un pò trascurato per problemi di natura hardware, avevo parlato della la mia avversione per gli zaponi; quest'anno, forse per il freddo, forse perchè la campagna razzista che sto mettendo in atto contro di loro, non si erano ancora presentati davanti ai miei occhi.
Poco importa, ora! Dormivo sulle note di  un ballo di gruppo,  quando un vespide malefico si poggiò silente sui tasti del mio basso. Avrei voluto distruggere come Paul Simonon (il collega dei Clash) il mio amato strumento sul cemento di quel palco, ma, spinto da un improvviso coraggio, schiaccio  l'odiato insetto con l'ausilio delle  corde d'acciaio.
Sarà stato il caso, ma il suono ottenuto con l'improvvisa svisata aveva avuto un senso; tra l'altro,  stava anche assai bene  nella canzone tanto da essere scambiato per un mio inaspettato virtuosismo e da meritare un caloroso applauso dalla nutrita schiera di spettatori presenti.
Io, invece, non sentii nulla, anzi, terrorizzato, evitai con un balzo l'attacco di un altro zapone che andò a terminare chissà dove. Maledetto! Infame terrorista! Non so cosa mi spaventa più di questi insetti: il loro colore rosso sangue? la notevole dimensione simbolo di primitività?La possibilità di essere allergico ai loro pungiglioni? Il loro aspetto infernale e demoniaco? La somiglianza a Satana e Lucifero?
Resta il fatto che cominciai a muovermi come un ossesso e sentivo le zampette zaponesche camminare sul mio corpo. Per un pò la gente mi guardò allibita; successivamente, scambiando i miei gesti per un nuovo ballo di gruppo, cominciarono ad agitare le mani ed a colpire ossessivamente la propria schiena quasi quanto uno di quei antichi riti dionisiaci. Il tanto jazz presente in me aveva avuto il sopravvento ed avevo cominciato a swingare anche sui saltarelli e sulla mazurka della nonna
Finito il concerto, ignorai tutti gli applausi ed i complimenti per scovare il nascondiglio dell'invertebrato sopravvissuto. Chissà poi se sono veramente invertebrati, chissà...
Con questo dubbio devo interrompere la narrazione. Mi spiace lasciare il racconto a metà ma oggi ho un esame e corro il rischio di perdere il treno. Finirò domani di scrivere tutto, giuro di essere più presente su qyesto blog zapone! Un saluto: bzzz, bzzz!

postato da: bafs alle ore 11:31 | Permalink | commenti (7)
categoria:zapone rosso, vespide
mercoledì, 07 giugno 2006
"Il vero inferno è una cosa senza rumore. Esso non delira o infuria, non è una bestia feroce, ma un che, un qualcuno  di sordido e molle che insinua in noi, quando con noi non nasca e a poco apoco riempie tutte le nostre cavità, fino a soffocarci. Esso è fatto di giorni inerti (chimicamente parlando), d'infedeltà a noi stessi, di continui cedimenti. E dico che quest'unico, verace suo volto e del male ci vegliò quando le nostre speranze furono peccaminosamente stanche"

Banalmente trascrivo un trafiletto de "La biere du pecheur" (non traduco perchè molteplici sarebbero le combinazioni possibili), citato nell'edizione Adelphi per introdurre la mia nuova mania (e spero non l'ultima!).
Sono entrato in una vera crisi letteraria: mangio poco, bevo ancor meno, mi sta quasi tornando la tentazione delle marlboro (ho saputo che sfiorano i 4 euro); tutto perchè mi sono innamorato di Tommaso Landolfi, scrittore semi-sconosciuto ai più e famoso esclusivamente per una via a lui dedicata nel capoluogo frusinate.
La mia infatuazione (chiaramente platonica, tendo a sottolineare) a questo mio caro conterraneo è dovuta, un obbligo forse. Da queste parti sono poche le persone di un certo spessore psico-sociale e, chi crea crea cultura, chi ha la dote, fortuna sua, di poter fare con la penna ciò che vuole, andrebbe spesso menzionato in vece di una qualsivoglia Tatangelo, di un fortunato Fefè (conte di Ceccano) che impazzano sui media tablacei e televisivi. Tempo addietro avevo l'occhio svogliato su di una trasmissione di costume del pomeriggio e la sorana Anna volle con forza uscire dallo schermo (pareva un thriller, "The Ring" forse) per apporre un bacio sui miei due labbroni carnosi e baffuti. Fui tentato dalle sue forme sensuali e modali (trent'anni fa sarebbe stata una sin troppo sganita e malaticcia ragazza) ma preferiii scappare in cucina  e trangugiare un bicchiere di vino rosso, dioniasiaco ma terreno e reale.
E' troppo grande la presunzione di provare ad imitare lo stile landolfiano, con i suoi neologismi ed i particolari elementi fantastici e surreali; capisco, comunque, che i suoi libri mi stanno trattenendo troppo dentro questa casa. Sono certo al sicuro dagli orrori conosciuti, purtroppo son tanti i demoni che, sopiti, infestano queste quattro mura di cemento.
Fioriscano e sboccino i satanassi, allora, cosicchè, senza paura, potrò dare domande alle loro risposte. Almeno, poveretti, non come quelli forgiati con onde e radio, son come dio li ha creati!


Praeterea, Diabolus tentare non potest,
nisi aliquid in hominem imprimendo.
Thomas de Aquin         
postato da: bafs alle ore 10:59 | Permalink | commenti (19)
categoria:tommaso landolfi