martedì, 25 aprile 2006
Il giorno del mio compleanno è stato davvero triste: poche telefonate, niente regali, nemmeno una spogliarellista. Chiuso in una stanza d'albergo, cercavo di dormire nella speranza dell'arrivo di un sms sul mio cellulare... ma nulla. Sono passati più di quattro mesi da quel giorno e, sabato sera, la mia dolce morosa mi si presenta con un bustone di cartone con su il logo d'Ikea e mi fa: "Finalmente sono riuscita a trovare il dono che ti volevo comprare". Allibito, sgrano gli occhi e già mi preparo a scartare, ma... niente pacchetto con carta regalo, una misera scatola di cartone pressato con su scritto "Saurus", una delle famose lampade ambientale, a forma di fallo, che hanno reso celebri i designers svedesi, ma che hanno letteralmente fatto impazzire gli italiani, visto che sono impossibili da montare senza strappare l'involucro esterno.
Comunque dopo il quadro "bellissimo", dono del 2005
, giustamente appeso dopo otto mesi perchè non ne avevo capito il significato (tuttora lo ignoro),  sono subito arrivati i dubbi esistenziali che rendono piccolo piccolo un ciociarotto come me: "Forse non le piace il mio modo disordinato di arredare? Non è che fra un pò di mesi mi regala una pianta grassa da abbinare alla lampada?  E' un invito a starmene a casa con i genitori e non pensare a progetti di convivenza comune? Può darsi che non c'era troppa luce quando in privato ci sedevamo sul divano per guardare la mia collezione infinita di fotografie di cani?".
Per non "divorziare" è meglio cambiare discorso: mentre andavo a ritirare queste foto che amplieranno di molto la mia nota collezione, nel parcheggio antistante un centro commerciale della mia zona, ho visto un cane gigantesco ma allo stesso tempo cucciolone, buono buono, un tenerone che non avrebbe fatto del male ad una mosca. Era lì che aspettava una carezza da qualche passante, che scodinzolava alla clientela distratta per avere un sorriso o una parola dolce. Il pensiero che vada in un canile è orribile. Come si fa a mettere in galera un innocente? Sono discorsi astratti, riferiti a gentaglia senza cuore: un cane è un amico, un fratello, un figlio e questi sono un pò dei miei parenti più stretti....





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giovedì, 20 aprile 2006
Il mercoledì dopo Pasqua è un giorno normale per tutti gli italiani: si va a scuola, si lavora,  si studia, si mangia ... insomma, si vive come in  una giornata abituale.
Per me che abito in Alatri, fiera città ernica MAI sottomessa dai romani, dalle vetuste mura megalitiche, detta da qualche prete ubriacone "la piccola Micene", non è un dì qualunque, bensì il giorno del patrono S.Sisto.
Dopo aver assistito alla consueta processione, invece di stare a bighellonare per il paese a prendere in giro il malcapitato cantante di turno (per la cronaca, uno stonato Luca Barbarossa ma poteva venire anche Casadei, sarebbe stato lo stesso un successo), per lavoro ho accompagnato mio padre a Vallepietra, paesino di sole trecento anime ma inserito in uno splendido sistema ambientale (i monti Simbruini) che fa da cornice ad un santuario, meta di molti pellegrinaggi.
Mentre mio padre aggiustava il furgone (un vecchio modello OM), ho cominciato a chiacchierare con il proprietario del mezzo, cliente della nostra autofficina da più di trentanni. Aveva viaggiato per  il mondo per molti anni, visto che lavorava come impalmatore in alcune compagnie petrolifere. L'impalmatore è colui che unisce i trevoli delle corde d'acciaio spezzate  in modo da ricreare una fune senza nodi, come nuova: un lavoro artigianale bellissimo, che denota grande abilità e maestria, un sarto che invece del cotone usa l'acciaio.
Mi parla del prezzo del petrolio in continua salita (72$) e dice che quando c'era lui lavorare sulle piattaforme, il greggio costava poco, visto che il nostro paese era il fornitore degli impianti ed era come se lo prelevasse senza pagarne il prezzo.
Ora invece la situazione è cambiata, i nativi di quei luoghi hanno imparato i mestieri da persone che come lui sono state in trasferta per anni ed ora il prezzo aumenta visto che ne hanno quasi il monopolio. Una volta sfruttavamo, oggi siamo gli sfruttati
"Quando piove su Ebubu, i bambini si ammalano. E in autunno, nella regione del delta del Niger, piove continuamente" oppure "Ogni giorno, la sola Shell libera piu' di 28 MILIONI DI METRI CUBI di gas nel delta del Niger. Quando piove, dal cielo cade un'acqua sporca che contiene, a seconda della direzione del vento e del volume della produzione, ogni specie di sostanze chimiche".
 Frasi del genere si leggono in molti siti internet e noi? cosa facciamo? Mandiamo l'agip a dare una mano... solo che questa volta la lezione l'abbiamo imparata: se un tempo in trasferta c'erano persone che insegnavano un lavoro ai nativi di quei luoghi, ora li indeboliamo con pioggie che definire acide è poco, oggi non insegnamo niente a nessuno ed aspettiamo solo che il petrolio prima o poi finisca, tanto quando è ora...è ora. L'aumento del prezzo del petrolio per motivi politici? Tutta una scusa per guadagnare di più visto che oggi sfruttiamo, domani sfruttiamo lo stesso....
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categoria:san sisto, vallepietra
lunedì, 17 aprile 2006
Un fratello con il mal di denti che anticipa le ferie pasquali... scusa? verità? resta il fatto che, per una settimana, me lo sono trovato tra i piedi davanti al pc e mi ha impedito di scrivere alcune mie avventure (Due esami in un giorno, un fiume guadato con la polo, la mitica processione del venerdì santo ad alatri, evento cult tra le tradizioni del mio paese).
Penso che sia doveroso scrivere di cose più recenti e importanti, come il modo in cui la mia famiglia ha festeggiato la resurrezione di Gesù, il primo compagno della storia.
Mi sono recato nella casa dei miei CUGINI più grandi, Gigino e Cristina, per il lauto pranzo di Pasqua;il primo, grande esploratore di monti, nonchè medico; la seconda,  cuoca eccelsa nonchè insegnante in un liceo della zona. Premetto che era un mese che non mangiavo la carne rossa, visto che ho dei grossi problemi muscolari e una specie di chinesiologo della zona mi ha consigliato di smettere fino a pasqua. Pronto a fare un'eccezione alla rigidità della dieta, ero pronto ad addentare finalmente il buon Ciavarro (il pecorone in dialetto) ma invece...
Per antipasto, una deliziosa colatella di agnello mi ha ricordato i forti sapori della nostra zona che avevo dimenticato in questo periodo dove ho mangiato solo pasta, tonno e merluzzi ma dei fagioli in sugo di seppia mi hanno fatto ricredere: sono molto più buoni dei fagioli con le cotiche, senza alcun dubbio!
Del primo, fettuccine con gamberetti e  sparni (gli asparagi caserecci), potrei stare a parlare per ore visto il tris fatto ma preferisco solo dichiarare che il mix di sapori mare/monti ha una potenza di gusto senza eguali.
Come  secondo c'era un trancio di tonno al forno che mi ha fatto leccare letteralmente leccare i baffi nonostante quelle centinaia di scatolette  mangiate a forza in quest'ultimo mese. L'Italia è il paese dove viene pescata la qualità di tonno più pregiata e noi che facciamo? Per cifre astronomiche,  lo vendiamo ai giapponesi ed importiamo la varietà pinne gialle, la più scarsa e contaminata di nickel e mercurio. Bah!
I secondi si sono conclusi con un pò di gamberetti ed un pezzettino di agnello del quale tutti ne avremmo fatto volentieri a meno (anche quel magnone di mio fratello, che, secondo me, di nascosto, si era riempito le tasche di cibo)
Le danze culinarie  si sono concluse con un ovetto di cioccolato ripieno di crema mascarpone, del quale ho fatto volentieri il tris con la compagnia di un brachetto d'autore che ha concluso una lista di vini dionisiaca
Mia cugina alla fine era distrutta, e aveva degustato solo poche cose. Noi eravamo 3 metri sopra al cielo e nessuno dei presenti aveva mai visto quel film.
Ho capito che si può vivere senza agnello e carne rossa, grazie Cristì... se non ci fossi tu ti dovremo inventare!

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lunedì, 10 aprile 2006
Per smorzare i toni ad una campagna politica infuocata, si era organizzata una sfida all'ultimo sangue tra neri e rossi.
I miliziani delle Armate Rosse (dette anche Atletico Campari) della ormai estinta sezione Pedulla  erano: Pelloni P. T., Colazingari III, Palmer A. (detto Celentano XVI  visto che il noto cantante gli somiglia in modo impressionante), Spinetta Co. e Scerrato Sp., che tutti ritenevano democristiano ma visto che si è fatto crescere la barba ed, inoltre, indossa da 2 anni  una maglietta di che guevara...
Non cito i neri per impar condicio ma erano tutti giocatori di calcetto professionisti, nonchè figli autentici di onorevoli e senatori.
Nonostante sia tifoso juventino (non praticante, come per l'altra fede) avevo tirato fuori dall'armadio la mitica maglietta granata di Zaccarelli, arcigno difensore del Torino ma, nonostante fosse tutto pronto per la sfida, la partita non si è disputata per mancato raggiungimento del quorum dei giocatori ma soprattutto perchè l'altra squadra aveva paura di perdere contro 5 scoliotici dai piedi storti e dai fisici non più tonici come i loro.
Mettendo da parte gli scherzi, sono contento che sia finita questa campagna elettorale, aldilà di chi vinca e di chi perda. I nostri politici hanno usato toni da bettola di periferia e penso che, se in Italia non avessimo avuto il vaticano, sarebbero arrivati anche a "biastemare" in diretta.
Ho sentito di persona anche alcuni comizi di entrambe le fazioni ed ho notato un'ignoranza colossale tra i vari candidati che non hanno mai fatto un discorso originale e che continuavano a ricopiare frasi e concetti dai capoccioni più importanti. Il loro senso politico non esiste e devono per forza fare ciò che viene obbligato dal loro partito. E' democrazia?
E per dire cosa poi? In ore ed ore di tribuna politica televisiva, non hanno fatto altro che insultare gli avversari senza mai parlare di un proprio programma. La politica dovrebbe unire le persone, non dividerle in questo modo su ideali inesistenti. In Rwanda è successa una cosa del genere, ci sono stati dei colonizzatori che hanno chiamato un gruppo di persone Hutu ed un altro Tutsi; forse è un paragone eccessivo ma lì è successo un finimondo per ... niente, per una cosa che non esiste sono morte milioni di persone. E' democrazia?
A spingere soltanto dei bottoni sono capaci tutti; a decidere la vita della gente sono in pochi.
Oggi, quel poco senso democratico che avevo se ne è andato in frantumi: nei monti della mia zona c'è la valle degli eremiti, quasi quasi okkupo una grotta...

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domenica, 02 aprile 2006
Durante il pantagruelico pranzo domenicale, guardavamo in tv la presentazione della nuova  FIAT 16 e notiamo che verrà venduta sul mercato 19 mila euro, un'enormità.
Subito mia madre, rivolgendosi a mio padre, precisa: "Ti ricordi quando ci siamo sposati? Ad avere 40 milioni, ci compravamo 4 appartamenti!"
Mio padre le risponde: "Quando avevo dieci anni, con una lira prendevo 150 mentine da Zuregli (un emporio locale dell'epoca)".
Ed io subito gli chiedo:  "E le sigarette quanto costavano?"
"Le sigarette costavano 4 bocchi" e subito specifica  "20 centesimi di Lira nel dialetto di 50 anni fa. Visto che c'erano pochi soldi, i vecchiotti di quei tempi, portavano infilato nella camicia uno spillo in modo tale da poter fumare gli ultimi tiri senza bruciarsi le labbra. Così...". Mi simula il gesto dell'ago che s'infila nella sigaretta (rigorosamente Alfa, Nazionali o le Sports senza filtro) e con un'espressione facciale di beatitudine, mi mostra anche la smorfia di piacere che avevano quegli anzianotti (doveva fare l'attore, gliel'ho sempre detto...).
Affermo che i tempi sono cambiati: è vero che oggi 5 euro non sono più niente ma, oltre a poter comprare 4 birre alla spina, possono essere racimolati da tutti.
Smette di sorseggiare il caffè, mi lancia un'occhiata di disapprovazione, e, puntando uno dei suoi ditoni giganti fuori dalla finestra, mi indica una vicina di casa con in spalla un enorme sacco nero che stava andando a gettare l'immondizia
"Vedi quella signora? Quanto scommetti che quella donna, al momento di buttare tutto, svuoterà la busta di plastica dentro il secchio e la riporterà vuota a casa?".
Non credevo fosse possibile ma effettivamente la nostra vicina compie tutte le azioni pre-annunciate da mio padre che,  dopo un pò, mi rimprovera:
"Tu puoi scrivere su quel blog di andare girando con 5 euro in tasca (anche se effettivamente ne ho un pò di più), ma visto che non hai vissuti tempi di vera crisi (il dopoguerra) non puoi capire quanto è difficile arrivare alla fine del mese e quanti sacrifici bisogna fare per vivere".
Senza parole, apprendo la lezione e rifletto. Non m'importa di vivere ormai in un reality blog, spero soltanto che quella vicina di casa non lo legga mai altrimenti avrò fatto una figura di me**a immane....

postato da: bafs alle ore 17:04 | Permalink | commenti (16)
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