giovedì, 29 dicembre 2005
....e la bufera si abbattè sul basso lazio. Neve, freddo & rock'n' roll.... sarebbe stata una miscela perfetta per riprendermi da queste feste sempre più distruttive e logoranti.
Invece ho preferito ascoltare le sviolinate (nel senso stretto del termine) del concerto di fine anno organizzato dalla provincia di Frosinone (ebbene si, almeno esiste come istituzione).

In un ambiente bellissimo, quale l'abbazia di casamari, si è svolto un super concerto sinfonico con corale e orchestra di un'opera inedita (Chananea) di Licinio Refice, immenso compositore ciociaro, noto ai più esclusivamente  per una strada, assai trafficata, a lui dedicata nel capoluogo.
L'insieme degli archi e dei fiati, con la magia  di questa chiesa stupenda (tappa fissa per i visitatori che visitano raramente questi luoghi), mi ha fatto rimpiangere per un momento di non aver studiato musica da bambino, di non aver avuto quell'impostazione classica che avrebbe permesso anche a me di suonare  questi capolavori....  fino a che non mi sono soffermato sui nomi (sono un grande stigmatizzatore) di questi musicisti, anche di quelli presenti in orchestra: oltre al chiaro esempio di Licinio , c'era uno che si chiamava Cesidio, un altro Carlo Maffeo.... in sala c'era pure un  Antonio Fazio (ciociaro DOC), che è stato per giunta applaudito dal pubblico (la chiesa li ha rischiato di crollare). Senza contare che dopo 50 minuti di concerto, un quarto della sala era Ko e per i musicisti che avevano l'orecchio assoluto, era chiaramente percettibile un leggero  russare in Sol maggiore.
Comunque, a parte gli scherzi, ciò che non mi garba è l'esclusività, il porre su un piedistallo cose (la musica)che dovrebbero essere alla portata di tutti, ma che invece sono all'appannaggio di pochi "eletti", aristocratizzatori del pentagramma.

La musica è passione... può essere classica, jazz, hard rock, punk, gotica o sacra, ma deve restare di tutti, aperta a mille inclinazioni e non restare chiusa in conservatori e confessionali.
in sintesi... Sex Pistols e  MOZART,
in fin dei conti, volevano le stesse cose, no? Sentiamoli... Ramones e Bach possono convivere, Led Zeppelin e Puccini sono stati degli innovatori, Iva Zazzicchia e i Pooh... niente per loro non vale questo gioco.... Li dobbiamo dire: "no, grazie".
sabato, 24 dicembre 2005
Parcheggio l'automobile nel solito posto vicino il cassonetto, calpesto un pò di foglie secche e una folata di vento gelida mi ricorda che il 23 di dicembre bisogna indossare almeno due felpe.
Sono emozionato, da quando ho avuto la tendinite, sono quasi due mesi che non aggredisco l'asfalto. Devo dire grazie allo shatsu, ai fiori di bach, al dr. Mezier ed alla birra Moretti (doveva essere il mio sponsor se un giorno avessi partecipato ad un maratona), sono riuscito a superare tali inconvenienti. Inizio il solito giro di sempre una "ciambella" di due chilometri spersa nella campagna ciociara che subisce sempre delle variazione a livello di percorso perchè è noioso seguire sempre la stessa direzione. Insomma, "I'm free"... ci siamo capiti.
L'odore dei caminetti accesi accompagna il mio correre lento ed ondeggiante, se non portassi un paio di calzoncini mi potrebbero scambiare tranquillamente per un beone che si sta precipitando alla cantina dove ha lasciato sua moglie sola con il tino (il classico paradosso della botte piena e la moglie ubriaca, saggezza popolare docet). "Purtroppo in questo modo cammino, che ci posso fare", penso tra me e me. Penso... mi accorgo che quando si corre da soli, si applica quell'introspezione, quel dialogo con se stessi che ci fa perdere la cognizione del tempo e ci fa sembrare dei matti che parlano da soli. So che John Coltrane mi accompagna sempre con il suo II-V-I (formula di cadenza perfetta dei turn-arounds swing-jazz), è la colonna sonora delle corse solitarie di Bafs da due anni a questa parte e nemmeno il fischio di approvazione di una ragazzotta autoctona molto ruspante mi distoglie dalla mia concentrazione. Ah morè, capiti male, di 'sti tempi nemmeno l'incontro con la sexy-blogger Atomica (spero che la mia dolce metà REALE non me ne voglia, è solo una provocazione nei confronti di quella vamp) potrebbe destare i miei torpori attrattivi. Il puzzo di legna verde bruciato è sempre più forte, e mentre  due pecore mannare mi ringhiano per proteggere i loro agnellini appena nati (nelle nostre parti la pecora ha sostituito il cane da guardia in molte case, per chi non lo sapesse), vedo che è sempre più buio... sono ormai le cinque, l'oscurità è alle porte ma questo odore di legna bruciata mi sta avvelenando. Giro l'angolo, sono quasi arrivato ma noto che un vecchietto assai arzillo, nel tentativo di dar fuoco a delle foglie secche su un terreno di sua proprietà (che fastidio gli daranno, penso io, son tanto comode quando si corre...) ha ormai irrimediabilmente dato fuoco a mezza collina (altro che caminetti e stufe economiche). "Ah socio, ti mando i pompieri?" gli chiedo con i miei classici sfottò; s'incazza come un dannato e mi urla: "la cullina è la mea, ci faccio chell' che m' par... vuaff...", vabbè ci siamo capiti...tanto la mia corsa è quasi finita... sto maledetto, mi ha rovinato la poesia ambientale.
Il natale rende tutti più buoni? mmm... vabbè va, tanti auguri a tutti, vi posso fare solo dei regali virtuali e dopo natale ho in mente una sorpresa. Quando brindate, questa sera, o domani a pranzo con i vostri parenti e amici, pensate un pò  a me perchè stanotte sicuramente alzerò   cori solenni in onore di ogni componente della blogpalla conosciuto, lo prometto... tanto un bicchiere di più ed uno di meno....
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categoria:running, corsa, monti ernici
mercoledì, 21 dicembre 2005


La cronaca di una tragedia annunciata, chi fa il pendolare sulla cassino-roma sa benissimo a cosa mi riferisco. All'oscenità con cui si trattano le persone che, considerate soltanto per il loro corpo reale esclusivo, sono nell'angusto ruolo di clienti, di compratori dil biglietto. 50 feriti, una decina dei quali assai gravi ed allora? E' successo qualcosa? Le classiche risposte con retoriche morali da parte dei politici zonali e nazionali per uno dei tratti ferroviari più importanti dell'italia centrale (asse di collegamento tra Puglia-Molise-Campania-Lazio). Nella mia lunga (purtroppo) carriera universitaria (8 anni e pochi esami) ho visto il ripetersi di quei luoghi comuni successivi a tali incidenti ovvero gli stessi iter procedurali adottati per risolvere l'emergenza (si usa un modello scientifico in tutto,no? è una delle retoriche moderne): inchiesta parlamentare, errore umano, scuse da parte dei politici, super perizie, caccia sfrenata ai responsabili per poi dimenticare tra un paio di mesi tutto, col processo di rimozione che conclude con un nulla di fatto la vicenda. Quei treni uno sopra l'altro, come due modellini. Lo sapete qual è stata la prima preoccupazione della classe dirigente? Spostare il viaggio inaugurale della linea TAV che è stata costruita in questi 8 anni dalla nazione Italia nel Lazio, nella Campania e così via. Embè, non si poteva proprio brindare quando un pò prima una bimba è volata fuori dal finestrino così per inerzia... non si può festeggiare una rotaia ad alta velocità che è stata costruita con i soldi degli italiani (sono tutti viadotti e gallerie, non siamo più romani ma faraoni, oggigiorno), che rovina le montagne e le colline degli stessi italiani ma che serve a trasportare esclusivamente le merci di pochi imprenditori dal sud al nord...di quell'azienda di stato che, se non fosse per la juventus, sarebbe fallita da tempo.
Perchè non rinforzare la linea già esistente, vecchia più di 150 anni dove esistono tratti in cui ancora si usa il gasolio, al posto dell'elettricità,  per i locomotori?
Perchè contano di più i bisogni di poche ricche persone che le esigenze reali di migliaia di Pendolari?
C'era una vecchia linea ferroviaria che passava per il mio paese e che collegava la città di Frosinone a Roma, tramite un antico percorso (il Prenestino), quello più difficile ed impervio, più lungo (4 ore e 30 minuti era la durata del tragitto) ma estremamente romantico, panoramico (scalava lentamente i monti Simbruini) ed ha contribuito al progresso non solo economico di questa zona dimenticata da tutti.
Mio padre mi racconta di come quei tre vagoni di legno (visibili nella foto) fossero, alle quattro di mattina, pieni di gente, di come a quel treno mancasse solo una locomotiva a carbone per sembrare di essere proiettati in un ipotetico western di -john wayne Tanti sentimenti, molte emozioni, poco denaro... ovviamente si chiudono i battenti, meglio la tav.... sicuramente. Forza juventus, ovviamente.
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categoria:incidente ferroviario
domenica, 18 dicembre 2005
Ancora claudicante, scrivo due righe per ringraziare tutti coloro che si sono interessati alla mia salute ed alle mie ansie.
Purtroppo è un periodaccio, ci sono gli esami universitari con i quali non riesco ad andare troppo d'accordo; in questo mese di preparazione e di studi assidui, la mia vita si è come fermata su dei libri pesanti e noiosi.
Un esame purtroppo è andato male... ero convinto di sapere tutto, mi erano spuntati i classici bubboni propiziatori pre-verifica, palpebre calate frutto di tre giorni senza sonni tranquilli (uno, due ore a notte), fiori di Bach e clorofilla che mi acquietavano lo stress e integravano la mia mente al corpo; invece, nonostante questo climax di sensazioni positive, sapevo QUASI tutto e su quelle tre paginette spiegate durante una lezione in cui sono stato assente è stata cotta la frittata; insomma, alla mia mancata risposta, il professore mi ha detto: "Signor Bafs, se non conosce questo argomento dobbiamo concludere qui il colloquio" ed io gli ho risposto: " Vabbè pruffssò, aRivederci" (non è un errore, chiaramente pronunciato con una R sola... noi frusinati abbiamo un gran bisogno di un logopedista). Per la serie, un ciociarotto alla conquista dell'universo.
Comunque... voltiamo pagina... ho un altro esame martedì e mi sento prontissimo, un argomento che sento mio (il flusso dei migranti in italia e la stigmatizzazione dei media su tale argomento). Non vedo l'ora di scagliarmi contro la Bossi-Fini e tutte le altre leggi manifesto che hanno creato un problema per.... vabbè, mica devo ripetere ora, 'sta pappardella, si vede già che sono preparato, no? Uno dei libri che devo portare è questo qui sopra in didascalia... scritto da Alessandro Dal Lago, uno dei più importanti docenti di sociologia in italia, nonchè autore di tante ricerche su campi antropologo-sociali.
Crepi il lupo, a presto....
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categoria:alessandro dal lago
lunedì, 12 dicembre 2005


Coff..Coff.., era più di un anno che non prendevo un raffreddore così potente. Sarà lo stress pre-esami (ho quattro verifiche universitarie nel giro di una settimana, un ansia immane visto che me le hanno concentrate in due soli giorni). Inoltre qui fa davvero freddo, un vento gelido che taglia la pelle, si infila nelle fessure dei vestiti e... peccato che eolo non sia una bella donna. 
L'altro giorno, durante le prove con un gruppo amico, stavamo notando come i cani sentissero tutti eccitati il tempo cambiare e su come trovassero questo movimento di masse aeree,  così elettrizzante. Vedevamo i tre lupacchiotti del mio amico Zaps(mi sono innamorato della piccola Uffi, lo affermo ufficialmente) tutti "impallinati" con il naso in fuori ad annusare i nuovi odori portati dall'Aquilone, il vento delle nostre parti. Avete mai visto gli argentei rami di un ulivo piegarsi elasticamente sotto la sua forza? Oppure il cielo pulito da nubi che fa riflettere il bianco della neve sui monti anche di notte.
Mi ricordo quando avevo i capelli lunghi e ricci che ogni volta che soffiava forte il vento, mi si infilava in quei grossi boccoli, me li drizzava verso verso il cielo e restavo simile ad un super sayan nero (per far capire meglio l'immagine), con questi lunghissimi capelli sparati come una torre di Babele.
Resta il fatto che il vento mi ha fregato, mi ha minato il corpo anche se lo spirito resta sempre lo stesso (almeno spero). Adesso non ce la faccio più a stare nella caverna/soffitta dove mio fratello tiene il computer. Fa più freddo qua che fuori, brrr... santinumi! Vabbè, boh... mah!
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mercoledì, 07 dicembre 2005


Anche se l'ora è tarda, devo assolutamente scrivere due righe di chiarimento al mio post precedente. Verso le 23:00, mentre suonavamo allegramente dei brani improvvisati, il mio amico
Zapone, grande chitarista creativo, mi dice: "Hai letto i commenti del tuo ultimo post, santinumi?". Mio fratello, al quale ho appena saccheggiato un peroncino strategico per l'ispirazione, aveva avuto il monopolio della rete ma non pensavo di trovare tante polemiche e tanti equivoci.

Rispondo a chi mi ha dato della persona onnipotente che non mi sento superiore a nessuno e voglio continuare a vivere la mia vita nell'anonimato assoluto, perchè sia a kuala lumpur, a Ladispoli, a Porciano o in ciociaria mi sentirei sempre allo stesso modo.... solo, autarchico produttore d'idee che non vogliono essere condizionanti per nessuno.
Non volevo neanche mettermi nei panni di una donna, ne dare sentenze al posto loro. Io, da uomo o ratto che sono, ho tanti problemi e domande alle quali trovare soluzioni... a volte mi chiedo se sono in grado di sommare un due ad un tre, in alcuni giorni non sono capace di dare un senso compiuto ai miei pensieri, delle volte sono convinto di dimostrare 4,2 anni. Sono un immaturo, capite? Me ne rendo conto e non voglio sembrare politicamente corretto quando mi schiero contro la castrazione chimica o a favore dell'aborto o per l'abolizione della pena di morte. Barbarie diverse che possono trovare un filo conduttore nella mia mente, ma restano lì, ferme e statiche, perchè non sono berlusconi e non posso cambiare il mondo a mio piacimento. L'etica poi... è una grande cazzata... non è come si studiava al liceo, con Socrate ed affini: oggigiorno è il frutto degli stereotipi, dei luoghi comuni e delle chiacchiare più basse che circolano nelle piazze pettegole d'italia. Che senso ha parlare di regole effimere non rispettate da nessuno. Per quale ragione ci diamo regole effimere che non vengono rispettate da nessuno...
Amica mia, come quando ho scritto il post precedente, adesso mi trovo nello stesso stato d'animo... anzi con la tristezza elevata a livello esponenziale perchè, forse, a ventisei anni, ho avuto la fortuna di non capirci niente della vita. E' un periodo che piango sempre, spero che la mia debolezza sia per te una forza. A presto....
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domenica, 04 dicembre 2005
Che mi è successo? Son tre ore  che le lacrime mi scendono dagli occhi senza freni. Una dote che ho, è porre al mio cervello piccolo come una noce (è stato definito così da un neofascistello di paese durante una arringa notturna sulla castrazione chimica), domande a raffica, migliaia di perchè e di interrogativi a cui raramente riesco a rispondere. A volte lascio a desiderare in materia di democraticità, ma con dispiacere noto che nel mio paese, a tali quesiti, non trovo soluzione... sempre più solo, con meno voglia di uscire,  ascolto allora l'ultimo disco di Renato Zero, il dono, e piango... l'ennesimo artista che cerca di aggiornarsi, di rendere moderne le sue idee per poter vendere di più (ed a quanto pare ci è riuscito benissimo), tradendo i suoi ideali passati per somigliare di più a canzonieri come Tiziano Ferro. Piango nel sentire che strumentisti così bravi (i musicisti che hanno registrato il disco e che onestamento Zero presenta al termine dell'ultimo brano),  debbano piegarsi a suonare canzonette (se ne salvano due, al massimo tre); sarebbe stato meglio che le canzoni le avessero scritte loro.
Piango nel vedere ragazzini che buttano i loro risparmi in botti e mortaretti per festeggiare il Natale, che terrorizzano i miei cani e mi fanno chiedere: "perchè a quella età ero un cretino come loro". La ciclicità della vita mi spaventa molto....
Piango quando vedo un film come "L'amore non basta mai", perchè è noioso, è brutto, pare davvvero non finire mai e quando prende una piega inaspettata (far morire di infarto una protagonista è un modo per rendere particolare un film, no?), arriva la fine; altre due ore gettate vie
....e piango, piango quando, invece di studiare, vedo per la prima volta Vajont di Paolini... e non contento lo rivedo di nuovo, subito dopo per la seconda volta assisto a due ore e mezza di uno spettacolo teatrale in DVD perchè ero tra quelle persone che un pò aveva dimenticato quelle vicende, avevo dalla mente quei morti, quella storia, le immagini dei nativi di quei luoghi, quelle date e quei giorni lontani...  Piango perchè gli esami non li farò mai tutti, e a cosa mi serve poi studiare una materia come i servizi sociali quando la regola principale che t'insegnano è cercare di recuperare un paziente,  di aiutare un malato, di guarirlo senza isolarlo o farlo sentire diverso. Come si fa a parlare di etica quando ci sono persone che si credono di sapere tutto  e la loro giustificazione principale alla castrazione chimica è un banale ed egoistico: "pensa se ti violentano tua figlia, la penseresti in modo diverso". Capite come si vive qui, ognuno ha un proprio microcosmo nel quale non sono possibili interazioni con gli altri e l'unica strada comunicativa non è uno scambio costruttivo ma il prevalere sull'altro. Beh, io non ho una figlia, mi piacerebbe ma ancora non sono pronto, ma a loro ho risposto con cattiveria estrema: " Spera che il violentatore non sia il tuo, di figlio....."

postato da: bafs alle ore 18:40 | Permalink | commenti (24)
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